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Il patrimonio ritrovato

-archeologia tra scavo e collezioni-


L'opera instancabile delle Forze dell'Ordine contro lo scavo clandestino e il mercato occulto di materiale archeologico porta alla realizzazione di una mostra forse non pienamente in linea con gli intenti dichiarati dell'archeologia moderna. L'esposizione di reperti certamente canosini, ma oramai decontestualizzati, mantiene tuttavia l'innegabile valenza di sensibilizzare la comunità locale verso il saccheggio compiuto sulla sua terra e fornisce contemporaneamente un esauriente quadro delle classi ceramiche e delle capacità artistiche degli artigiani canosini di epoca daunia

The rediscovered heritage

-of archeology excavation and collections -


The tireless work of the Police Forces against the illegal excavation and the hidden archaeological material leads to the creation of an exhibition perhaps not fully in line with the declared intent modern archeology. The exhibition of artefacts canosini certainly, but now decontestualizzati, however, maintains its undeniable value to sensitize the local community to the looting carried on his land and simultaneously provides a comprehensive framework of ceramics classes and artistic skills of the artisans of age canosini daunia

Das Erbe wiederentdeckt

-der Archäologie Ausgrabung und Sammlungen --


Die unermüdliche Arbeit der Polizeikräfte gegen die illegalen Ausgrabung und die verborgene archäologische Material führt zu der Schaffung einer Ausstellung vielleicht nicht voll und ganz im Einklang mit der erklärten Absicht der modernen Archäologie. Die Ausstellung von Artefakten canosini sicher, aber jetzt decontestualizzati, jedoch bleibt bei ihrem unbestreitbare Wert zu sensibilisieren der örtlichen Gemeinschaft an den Plünderungen durchgeführt zu seinem Land und bietet gleichzeitig einen umfassenden Rahmen der Keramik-Klassen und künstlerischen Fähigkeiten der Handwerker des Alters canosini Daunia

Christmas - Cribs - Presepi

La Rassegna CanosaPresepi è sempre ancora protagonista, nella suggestione di tanti presepi e Natività realizzate artigianalmente da diversi artisti con i più disparati materiali (pietra, cartapesta, stoffa, ceramica, sughero, ecc.). I Presepi, da quelli più rappresentativi di quest’arte, daranno vita ad un originale percorso espositivo nel cuore della citta’ di Canosa di Puglia, in tale prospettiva le numerose presenze che si aggira sui 50 mila visitatori nel solo mese di dicembre. E’ questo il dato record che emerge da un primo bilancio legati alle presenze dovute all’iniziativa “CanosaPresepi”e del Pacchetto Turistico Culturale ViaggioCanosaPresepi.

Grande riscontro di pubblico anche per le esposizioni allestite all’interno del Palazzo De Muro Fiocco - Circolo Al Corso che hanno permesso ai tanti visitatori di apprezzarne le creazioni uniche,ctanti sono stati i commenti positivi ricevuti per l’elevata qualità delle produzioni artistiche, anche delle bellissime frasi che lasciavano i visitatori, un vero boom , che testimonia l’interesse sul presepio e sull’arte e la tradizione della nostra città.

Gli organizzatori vi danno appuntamento alla edizione della Rassegna Espositiva CanosaPresepi, nella decima edizione è stato organizzato il gemellaggio con la Città di Greccio Città del Primo Presepe Vivente di San Francesco d’Assisi. CanosaPresepi è una realtà non è una fantasia , è il presepe che fa vivere momenti di vera riflessione alla presenza di un piccolo bambino di nome Gesu’.

Orazio Lovino

rd
The Visitor CanosaPresepi is still leading in striking many cribs and Nativity made handcrafted by various artists with the most disparate materials (rock, paper, fabric, ceramic, cork, etc.).. The Cribs, from the most representative of this art, will give birth to an original exhibition in the heart of the city 'of Canosa di Puglia, in this perspective the numerous attendance is around 50 thousand visitors in just the month of December. E 'is the record figure that emerges from an initial budget associated with attendance due to "CanosaPresepi" and the package Culturale Tourist ViaggioCanosaPresepi.

Grande also reflected in the public for exhibitions held in the Palace De Muro Fiocco - At Circolo course which allowed the many visitors to appreciate the unique creations, ctanti were the positive comments received for the high quality of artistic productions, including beautiful phrases that left visitors, a real boom, which demonstrates the interest on the crib and about art and tradition of our city.

Organizers will meet the edition of the exhibition CanosaPresepi, in the tenth edition was organized twinning with the City of Greccio First City Living Nativity of St. Francis of Assisi. CanosaPresepi is a reality not a fantasy, is the crib that live moments of genuine reflection in the presence of a small boy named Jesus'.

Orazio Lovino

rd
 

Traditional Artigianal - Food and Event's - Restaurant

Canosa di Puglia è circondata da sette colli, sulle pendici delle Murge, da cui sovrasta la fertile Valle dell’Ofanto. L’importanza di questa città nell’antichità era legata all’Impero Romano. Già fiorente centro dauno a partire dal VII secolo a.C., Canosa era considerata nevralgica, come retroguardia delle Saline e avamposto dell’Impero. Degli splendori dell’età imperiale romana rimangono numerose testimonianze emerse dal sottosuolo. Durante il Medioevo, fino al Quattrocento, Canosa ha condiviso le vicende storiche dei comuni vicini, basando la propria economia sull’agricoltura, sulla lavorazione del tufo e dell’argilla. Del glorioso periodo imperiale sono testimonianza i reperti e i vasi canosini presenti nei principali musei e collezioni private del mondo.
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da non perdere
La città offre diversi itinerari, che attestano la sua rilevanza storica e artistica. Il percorso paleocristiano include gli Scavi di San Pietro, il Battistero di San Giovanni, la Basilica di San Leucio (edificata ai tempi del vescovo Sabino, sui resti di un tempio preesistente) e il mosaico della Croce di Salomone.
Il percorso dauno include gli ipogei: l’ipogeo dell’Oplita, del Cerbero (il più antico), Monterisi-Rossignoli, Boccaforno e gli ipogei Lagrasta.
La passeggiata archeologica prosegue con il percorso romano imperiale, il ponte romano sull’Ofanto (ricostruito nel Medioevo), l’anfiteatro, il Mausoleo Barbarossa, il Mausoleo Bagnoli, ed alcuni monumenti lungo la via Traiana, tra cui la Torre Casieri e l’arco di Terenzio Marrone, dedicati al passaggio del Console romano in occasione della battaglia di Canne.
Il percorso bizantino comprende la Cattedrale di San Sabino, il Mausoleo Boemondo, la Basilica di Santa Sofia.
Interessante il Museo Civico con reperti preistorici, reperti in ceramica medievale, oltre ad una raccolta numismatica, il lapidarium e le epigrafi.
Di particolare interesse l’Estate canosina, serate musicali organizzate nei siti archeologici durante i mesi estivi.
2009
Nell'ambito delle Notti di Archeologia estate 2009 Canosa città aperta in Puglia Imperiale, grande evento domenica 9 agosto alle ore 21.00 presso il parco archeologico di San Leucio a Canosa. Abbinato allo splendore del Tempio Italico e della Basilica Paleocristiana di San Leucio si esibirà il "Pino Lentini quintet" nel progetto "il clarinetto e la voce da Goodman a Mina" con voce: Lucia Diaferio.
Il progetto nasce da un' idea di Pino Lentini che, attraverso l'esperienza artistica acquisita negli anni e collaborazioni internazionali importanti con Dionne Warwich, Amii Stewart, Bullock (chitarrista di Sting), Bruno Tommaso, Enrico Rava, Fiorella Mannoia, Matia Bazar etc., ha cercato di unire lo stile del jazz classico a brani di autori italiani che non hanno nulla da invidiare ai grandi standards americani.
La voce di Lucia Diaferio è proiettata verso stili differenti, ma che portano verso un colore intenso di suoni chiaro scuri ricchi di pathos.
Lucia ha collaborato tra l'altro con Baglioni, Amii Stewart, Jenny B, Aida Cooper, Mario Rosini, Linda, Antonella Ruggiero etc.
Il "suono" del quintetto, con Angelo Trabucco al piano Vincenzo Ciffo al contrabbasso e Luigi Lorusso alla batteria, assume una forma tutt'altro che statica con il contatto diretto degli strumenti ....si libera perciò dagli stilemi attraverso un percorso personale; ogni componente del quintetto genera il proprio "io" giocando con i suoni.
Il parco archeologico sarà aperto al pubblico dalle ore 20.00 e un bus navetta provvederà al trasporto dei visitatori dal parcheggio fino al Parco, prima e dopo lo spettacolo sarà possibile visitare, accompagnati da guide turistiche, l'intero Parco Archeologico, dal Tempio Italico alla Basilica Paleocristiana all'area museale dell'Antiquarium.


http://www.livestream.com/terremoti
anche da facebook, gruppo
meteo e terremoti on line OnTheAir-Chat_interview





Canosa di Puglia Informa
Comunicazione e informazione culturale, turistica e di servizio


ORG.
Visita guidata al sito archeologico del Teatro comunale.
Il teatro sarà aperto e fruibile gratuitamente il 2 giugno 2009.

Visita guidata al sito archeologico del Teatro comunale: il 2 giugno per tutta la giornata. La Fondazione Archeologica Canosina, con il patrocinio del Comune di Canosa di Puglia, organizza una visita guidata al sito archeologico ubicato all’interno del teatro comunale (ex teatro D’Ambra).

Il teatro sarà aperto e fruibile gratuitamente il 2 giugno 2009 dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00. Si potranno visitare gli scavi archeologici e si potranno visionare su maxischermo i filmati sui ritrovamenti archeologici del sito stesso.
Per informazioni, contattare il call center:
333.88 56 300.



In corso a Trani, fino al 22 Aprile, la mostra collettiva d'arte "100 anni di Futurismo". L'iniziativa culturale viene presentata in occasione del centenario del Futurismo Italiano, che nel secolo scorso rappresentò un progetto fortemente rivoluzionario deciso a glorificare le idee di rinascita nazionale.

«Chiudere i ponti col passato, distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie»: queste le parole d’ordine dei fondatori della prima avanguardia storica, le stesse a cui ci si ispira oggi per dare, con diverse forme d’arte ed una nuova location, un’immagine nuova alla nostra contemporaneità e al Futuro.

Sarà un evento itinerante nazionale a cui parteciperanno diversi artisti: Giovanni Albore, Luigi Cervone, Francesca R. Cipriani, Valeria Cuocci, Ivano Curci, Letizia Konderak, Fiorenza Lopane, Roberto Moscatelli, Luigi Pomarico, Vladimir Valerio Rinaldi, Antonio Russo "Galantgabriel" e Silvia Tolomeo. L'organizzazione è curata da due associazioni locali: il gruppo artistico de "Lacarvella" e l'associazione culturale giovanile "Europae" con il patrocinio della città di Trani.

Evento!!!


Cittadinanza Attiva - Puglia Attiva:
SENZACHIAROSCURI
MOSTRA
ADA COSTA
dal 22 Aprile al 3 Maggio
presso la sala Murat p.zza Ferrarese Bari
recenzione su exibart.it:
pubblicato lunedì 20 aprile 2009
66422Uno strumento insolito per diffondere la conoscenza di una legge sulla Trasparenza, promulgata dall'assessorato omonimo della Regione Puglia. Sono le sculture concettuali in vetro di Ada Costa, a cui - su iniziativa dell'assessorato stesso - è stata data la libertà di evocare i concetti di fondamentali espressi dalle norme, ovvero informazione, legalità, responsabilità, innovazione, partecipazione, etica. Un'idea di duplice lettura, sintetizzata dalla curatrice Giusy Caroppo nel titolo Senzachiaroscuri, attinente sia alla peculiarità dei materiali usati, che alla mission della legge. L'installazione modulare è composta da elementi in vetro ed effetti di luce; disposta lungo tutto il corpo della sala Murat, dialogherà con il wall drawing permanente di Sol LeWitt e sarà arricchita dal sonoro del musicista sperimentale EraSer, già evidenziatosi nel progetto “Il Terzo Paradiso: Mama Free style Music”.

Inaugurazione: mercoledì 22 aprile 2009 - ore 18.00
Piazza Del Ferrarese - Bari
Info: am.giannone@gmail.com
Web: www.ecletticaweb.it

[exibart]





COMUNICATO STAMPA

A tutti gli organi di stampa
con preghiera di diffusione


Costruzione del II secolo d.C., che rientra nella tipologia delle tombe a dado. Esternamente, il monumento sepolcrale è rivestito di laterizi e costituito da tre corpi sovrapposti: un basamento, un corpo centrale e un piccolo tamburo cilindrico. Al suo interno si trova una volta a botte in cemento.
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PROGETTO SETTIMANA SANTA A CANOSA DI PUGLIA

La Settimana Santa a Canosa di Puglia è da sempre stata importante riferimento per la collettività in termini di partecipazione e di coinvolgimento emotivo.
Il patrimonio di tradizioni legato agli antichi riti della Settimana Santa, offrono al visitatore un percorso di fede e di religiosità carico di emozioni, in cui la sacra liturgia e la pietà popolare, gelosamente conservate rivivono nelle tradizionali processioni.
In esse religiosità e misticismo si fondono e trovano, nelle suggestive architetture e nel nucleo urbano, i luoghi privilegiati per lo svolgimento di riti religiosi che avvolgono il turista e lo accompagnano in un'atmosfera intensa di spiritualità, di partecipazione emotiva e sensoriale sottolineata dal suono struggente di marce funebri eseguite dalle locali bande musicali. , sono stati sempre un importante riferimento per tutta la città, con termini di partecipazioni collettiva hai sacri riti della Settimana Santa, che nella pietà popolare di Canosa ha avuto nei secoli una importanza notevole in quanto è stata l’essenza principale per il rafforzamento della fede, nella fede popolare la vera espressione dell’umanità del popolo che conduce alla umanizzazione della figura divina.
Nelle processioni della Settimana Santa a Canosa, come quella del Venerdì Santo detta dei “ Misteri “ , con antiche statue lignee, che rappresentano Gesù nelle tre ore della sua Passione, e nel Sabato Santo quella della “ Desolata “, la più bella processione della Settimana Santa, che è seguita da un folto gruppo di donne che sono coperte da un fitto velo nero, le quali cantano una versione particolare dello Stabat Mater di Jacopone da Todi.
Nella religiosità canosina e nell’intensa fede e religiosità carica di emozioni, che la pietà popolare, gelosamente conserva le sacre presentazioni della Settimana Santa, rappresentano un intensa atmosfera che l’intera città rivive nella partecipazione di donne, uomini, bambini e bambine.
Il Progetto Settimana Santa a Canosa, si avvale del Portale Web SETTIMANASANTACANOSA.IT , è caratterizzata nell’Evento, nel Calendario, nella Festa delle Primizie, Info, Press, Link e Contatti, sarà anche rivolto alla promozione turistica e archeologica della nostra città tramite il buon canale di Internet.
Il Portale Web sarà un importante riferimento della Settimana Santa a Canosa,
per la collettività in termini di partecipazione di un coinvolgimento emotivo e di un intensa religiosità popolare.



Il Progetto si avvale del Patrocinio della Regione Puglia Assessorato al Turismo,
Provincia di Bari Assessorato al Turismo, Comune di Canosa di Puglia Assessorato alle Attività Culturali e Assessorato al Turismo, Fondazione Archeologica Canosina,
Agenzia Puglia Impeiale, Diocesi di Andria e Team Eventi 33.

Il Progetto è a cura dell’Associazione Culturale ARCHEOARTE G.A.P. Gruppo Artisti in Piazza , curerà tutto il discorso di accoglienza, porterà tramite le fiere del settore la promozione dei nostri Riti della Settimana Santa a Canosa di Puglia, che oltre a rendere più bella la città, porterà un
arricchimento culturale, luoghi nei quali il ricordo della permanenza segnerà indelebilmente la memoria di chi li attraversa e attraversandoli ne rimarrà incantato.

Il Programma delle iniziative che si svolgono nel Periodo della Settimana Santa a Canosa di Puglia :

- GIOVEDI 2 APRILE 2009
VIA CRUCIS VIVENTE a cura della Parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù
Corso Garibaldi - Ore 20.00 (In caso di pioggia il 6 Aprile 2009 ore 20.00)

- VENERDI 3 APRILE 2009 (VENERDI DI PASSIONE)
PROCESSIONE DELLA ADDOLORATA Chiesa di San Sabino - Ore 18.30

- DOMENICA 5 APRILE 2009 (DOMENICA DELLE PALME)
PASSIONE VIVENTE Via della Murgetta (Zona San Pietro) Ore 16.30
a cura delle Comunità Parrocchiali di Canosa di Puglia

- PROIEZIONE VIDEO
" RITI e IMMAGINI DELLA SETTIMANA SANTA CANOSA "
a cura dell'ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHEOARTE G.A.P.
Gruppo Artisti in Piazza ore 18.00 alle ore 22.00 Piazza Vittorio Veneto
Proiezione Video sulla Settimana Santa a Canosa a cura del
Fotografo Lino Quagliarella di Canosa.

- LUNEDI SANTO 6 APRILE 2009
CATTEDRALE SAN SABINO - INCONTRO SULLA SINDONE
a cura del Dott. Nicola LUISI ore 19.30

- MARTEDI SANTO 7 APRILE 2009
CATTEDRALE DI SAN SABINO - CONCERTO DI PASQUA
" NOSTRA GLORIA E' LA CROCE DI CRISTO"
ORCHESTRA L'ESTRO ARMONICO e CORO DELLA
BASILICA CATTEDRALE SAN SABINO
SOLISTA LUCIA DIAFERIO
DIRETTA DAL MAESTRO SALVATORE SICA
VOCE RECITANTE PROF. FRANCESCO TERLIZZI
INIZIO CONCERTO ORE 20.00

- GIOVEDI SANTO 9 APRILE 2009
ALTARE DEI REPOSITORI o detti "SEPOLCRI"
(che vengono allestiti dopo la Messa " In Coena Domini " )
nelle CHIESE DI CANOSA dalle ORE 19.00

- VENERDI 10 APRILE 2009 (VENERDI SANTO)
PROCESSIONE DEI MISTERI - Chiesa del Carmine - Ore 19.30

- SABATO 11 APRILE 2009 (SABATO SANTO)
PROCESSIONE DELLA DESOLATA
Chiesa dei Santi Francesco e Biagio - Ore 9.00

- DOMENICA 12 APRILE 2009 (PASQUA DI RESURREZIONE)
…E’ RISORTO! BUONA PASQUA

- PROIEZIONE VIDEO
" RITI e IMMAGINI DELLA SETTIMANA SANTA CANOSA "
a cura dell'ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHEOARTE G.A.P.
Gruppo Artisti in Piazza - ore 18.00 alle ore 22.00 Piazza Vittorio Veneto
Proiezione Video sulla Settimana Santa a Canosa a cura del Fotografo
Lino Quagliarella di Canosa.

- DOMENICA 19 APRILE 2009
FESTA DELLE PRIMIZIE DELLA TERRA
PROCESSIONE DELLA MADONNA DELLA FONTE
Chiesa di San Sabino - Ore 18.30
SAGRA DELLE PRIMIZIE DELLA TERRA - PIAZZA VITTORIO VENETO

Dal 2 Aprile al 19 Aprile 2009,si potranno prenotare visite turistiche ed soluzioni per passare una giornata a Canosa di Puglia, tra Aree Archeologiche, Musei e Chiese.
Per maggiori informazioni e prenotazioni tel. 338.2588469 oppure e-mail settimanasantacanosa@alice.it .

Canosa di Puglia, 17 Marzo 2009

Per conto dell’ Associazione Culturale ARCHEOARTE G.A.P. Gruppo Artisti in Piazza
Addetto Stampa Orazio LOVINO
PRESS RELEASE

To all the press
with prayer for the dissemination

PROJECT HOLY WEEK A CANOSA DI PUGLIA

The Holy Week in Canosa di Puglia has always been important reference for the community in terms of participation and emotional involvement.
The heritage of traditions linked to the ancient rites of Holy Week, offering the visitor a journey of faith and religion load of emotions, in which the sacred liturgy and popular piety, jealously kept alive in the traditional processions.
In them, religiosity and mysticism come together and find the charming architecture and the urban core, the places for conducting religious rituals that surround the tourist and accompany him in an atmosphere of intense spirituality, emotional and sensory involvement underscored by the sound struggente of funeral marches performed by local bands. , Have always been an important reference for the entire city, in terms of collective investments have sacred rites of Holy Week, which in the popular piety of Canosa has had over the centuries a considerable importance in that it was the main essence for the strengthening of faith , popular faith in the true expression of the people which leads to the humanization of the divine figure.
In the processions of Holy Week in Canosa, like that of Good Friday that the "mysteries", with ancient wooden statues, representing Jesus in three hours of His Passion, and Holy Saturday in the "desolation", the most beautiful procession of the Week Santa, which is followed by a large group of women who are covered by a thick black veil, which sings a special version of the Stabat Mater Jacopone from Todi.
In religious faith canosina and intensity and position of religious emotions, that the popular piety, jealously preserves the sacred presentations during Holy Week, is an intense atmosphere that the entire city lives in the participation of women, men, boys and girls.
Project Holy Week in Canosa, makes use of the Portal Web SETTIMANASANTACANOSA.IT, is characterized in the event, the Calendar, the Feast of Primizie, Info, Press, Links and Contacts, will also be aimed at promoting tourism and archaeological site of our city through the proper channel of the Internet.
The Web portal will be an important reference of Holy Week in Canosa,
the community in terms of participation of an emotional and an intense popular piety.



The project relies on the patronage of Regione Puglia Department of Tourism,
Province of Bari Department of Tourism, City of Canosa di Puglia Assessorato and Cultural Activities Department of Tourism, Archeologica Canosina Foundation,
Puglia Impeiale Agency, Diocese of Andria and Team Events 33.

The Project is edited Cultural ARCHEOARTE GAP Group Artists in Piazza, treat the whole discourse of reception, leading through the exhibitions industry promotion of our rites of Holy Week in Canosa di Puglia, in addition to making the most beautiful cities, will bring a
cultural enrichment, places where the memories will remain indelibly in the memory of those crosses and crossing it is taking.

The Program of the initiatives taking place in the period of Holy Week in Canosa di Puglia:

- MONDAY 2 APRIL 2009
LIVING WAY OF THE CROSS by Parish of St. Therese of the Child Jesus
Corso Garibaldi - Ore 20.00 (In case of rain on 6 April 2009 20:00)

- WEDNESDAY 3 APRIL 2009 (FRIDAY OF PASSION)
PROCESSION OF ADDOLORATA Church of San Sabino - 18.30

- SUNDAY 5 APRIL 2009 (PALM SUNDAY)
PASSIONATE LIVING Via della Murgetta (Area San Pietro) 16.30
by the Parish Community of Canosa di Puglia

- VIDEO PROJECTION
"RITES OF WEEK IMAGES and SANTA CANOSA"
Organized by ARCHEOARTE CULTURAL GAP
Group Artists in Piazza 18.00 to 22.00 Piazza Vittorio Veneto
Video projection on Holy Week in Canosa by the
Photographer Lino Canosa di Quagliarella.

- HOLY THURSDAY 6 APRIL 2009
CATHEDRAL OF SAN SABINO - MEETING ON THE SHROUD
by Dr. Nicholas LUISI 19.30

- HOLY TUESDAY 7 APRIL 2009
CATHEDRAL OF SAN SABINO - EASTER CONCERT
"OUR GLORY AND 'THE CROSS OF CHRIST
The ESTRO HARMONIOUS ORCHESTRA and CHORUS OF
CATHEDRAL BASILICA SAN SABINO
LUCIA Diaferia SOLOIST
DIRECT FROM MASTER SALVATORE SICA
Narrator PROF. FRANCESCO TERLIZZI
START ORE 20.00 CONCERTO

- HOLY THURSDAY 9 APRIL 2009
ALTAR OF repositório or the "sepulcher"
(which are created after the Mass "in Cena Domini")
CHURCHES OF CANOSA in from 19.00

- FRIDAY 10 APRIL 2009 (Friday)
PROCESSION OF THE MYSTERIES - Chiesa del Carmine - Hours 19.30

- SATURDAY 11 APRIL 2009 (HOLY SATURDAY)
PROCESSION OF Désolé
Church of Saints Francis and Biagio - 9.00

- SUNDAY 12 APRIL 2009 (Easter)
... E 'RISEN! HAPPY EASTER

- VIDEO PROJECTION
"RITES OF WEEK IMAGES and SANTA CANOSA"
Organized by ARCHEOARTE CULTURAL GAP
Group Artists in Piazza - 18.00 to 22.00 Piazza Vittorio Veneto
Video projection on Holy Week in Canosa by the Photographer
Lino Quagliarella for Canosa.

- SUNDAY 19 APRIL 2009
CELEBRATION OF EARTH Primizie
PROCESSION OF OUR LADY OF THE SOURCE
Chiesa di San Sabino - 18.30
FEAST OF THE EARTH Primizie - PIAZZA VITTORIO VENETO

From 2 April to 19 April 2009, you can book tours and solutions to spend a day in Canosa di Puglia, between Archaeological Areas, Museums and Churches.
For more information and reservations tel. 338.2588469 or e-mail settimanasantacanosa@alice.it.

Canosa di Puglia, 17 March 2009

On behalf of 'Associazione Culturale ARCHEOARTE GAP Group Artists in Piazza
Press Officer Horace LOVIN



I Tesori di Canusium


Legambiente Canosa
Festa dell'Albero: Legambiente Canosa, la semina di sei specie botaniche officinali.
Sono state messe a dimora alcune piantine di alloro.

In occasione della festa dell' albero il 22.11.2008 Legambiente Canosa ha organizzato presso la scuola De Muro Lomanto la semina di sei specie botaniche officinali per la creazione di un mini orto botanico . Con la partecipazione di insegnanti , operatori scolastici , genitori e alunni delle classi terze, iscritte a legambiente come classi per l' ambiente , troveranno ospitalita' all' interno di un triangolo di terra selezionato all' interno del giardino della scuola : semi di psillo , finocchio, coriandolo, rosa canina, ribes nero, cardo mariano .Vengono illustrate le proprieta' di questi semi nonche' quelle delle piantine e dei frutti che ci si augura cresceranno grazie alle attenzioni dei bimbi e delle loro insegnanti e si degustera' una tisana .Sono inoltre messe a dimora alcune piantine di alloro per fare in futuro da "recinto " AL PICCOLO ORTO BOTANICO.
Legambiente Canosa



Lo Smeraldo Cerimonies and much more


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Oil 's oil, l' elixir of long life and the babies are born smarter

Republic - 09 November 2003 page 8 section: BARI
Elderly Apulian more long, but above all, more awake and active, thanks to the healthy properties of 'oil' s oil. This is revealed by a survey 'University of Bari on a sample of seven hundred and two subjects ranging between 75 and 82 years, all residents in the municipality of Casamassima, which houses one of eight operating units of' Italian Longitudinal Study on Aging, funded by Cnr and the 'Higher Institute of Health. The conclusions of the report, explained yesterday morning at the Chamber of Commerce of Bari Antonio Capurso, director of the chair of geriatrics and gerontology of 'Bari University and coordinator of the project, reinforce the primacy of' extra Pugliese, considered by nutritionists a true elixir long life. A monitoring lasted nine years, subjects accustomed to the Mediterranean diet, has revealed how high consumers of oil obtain better results in cognitive tests than those who do not use them. The study covered the proportions in 'taking the product: the diet of those under observation included a fat income equal to 29 percent of total energy, distinct in monounsaturated (17.6%), polyunsaturated (3%) and saturated (8.4%). L 'oil well represented' s 85 percent of 'consumption of monounsaturated fats, the absolute primacy. Another new contribution comes from Giorgio Calabrese, nutritionist and member of 'Autorithy for the European food safety. According to the scholar, linked by video, a moderate consumption of oil 's oil during pregnancy would allow women waiting to give birth children smarter. L 'oil, in addition to strengthening the' apparatus cardiovascular and liver of pregnant acts on the cell membrane of the fetus, enhancing the phospholipids and adding to the genetic intelligence of a surplus estimated at around thirty percent more than the normal children. The consensus consumption of 'extra take thus increasing proportions choirs. L 'oil, as was reiterated during the meeting Bari, should not be regarded more as a condiment, but rather as a food essential. But the 'oil is not just for health arteries and immune system: the economic fallout resulting from the marketing policy can declare a success much more extensive in the world, not only for' Italy, but also for the many European countries and not that produce the precious food. "Think of some '- pointed out by Brussels the European Commission Vice-President of' Agriculture, Enzo Lavarra - what would happen if 95 percent of the world, those who do not know 's use of' oil 's oil, the find out and consider important. It 'a reflection crucial to the development of' area of the Mediterranean. " - NICOLA CURCI

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Raffaella

bug geologici

Post aggiunto da Raffaella il 9 Ottobre 2009 alle 16:00

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Estate 2009 - Città Aperte

Città Aperte 2009







Nonostante la recessione economica e il periodo di crisi si può considerare un grande successo l"edizione 2009 del progetto "Città Aperte" svoltosi a Canosa di Puglia durante la stagione estiva.



Il programma "Città Aperte" ha riguardato le aperture straordinarie di musei, monumenti e siti di interesse storico e archeologico. Approvato nel quadro del progetto varato dalla Regione Puglia e coordinato dalle Aziende di Promozione Turistica, ha… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 9 Ottobre 2009 alle 15:56

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La Luce di Betlemme

La lampada della Natività è giunta da Trieste a Canosa.

La Luce di Betlemme che quest’anno ha aggiunto i colori dell’arcobaleno della Pace.



Nella continuità educativa di cinque anni i bambini della Scuola Elementare statale “Enzo De Muro Lomanto” di Canosa di Puglia hanno accolto la Luce di Betlemme, che dalla Grotta della Natività e poi da Vienna, gli Scout di Trieste con il sostegno di Trenitalia hanno portato nelle città d’Italia. I… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 15 dicembre 2008 alle 13:30

Raffaella

Commercializzazione Illegale di Reperti Storico Archeologici

Bloccato dai Carabinieri un traffico di Beni Archeologici Apuli dall'Italia alla Spagna

Le perquisizioni, eseguite a Barcellona e Valencia, hanno portato al sequestro di 131 reperti.



OPERAZIONE ARQUEO-FERRY: I CARABINIERI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE BLOCCANO UN CANALE DI TRAFFICO DI BENI ARCHEOLOGICI APULI DALL’ITALIA ALLA SPAGNA.



Il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, il 2 dicembre… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 6 dicembre 2008 alle 19:00

Raffaella

Presepe vivente Canosa - Auspicio ai Preparativi 2008 5^ Edizione dialettale, traduzioni a richiesta

da canosaweb.it



Questa “canzonatura” di una nota e bella poesia in vernacolo non ha alcuna velleità artistica; è soltanto un modo originale per augurare buona fortuna, anche per quest’anno, ai cari amici impegnati nella realizzazione della bellissima manifestazione cittadina “Presepe Vivente”.

E mu d-vrtit-v!!

U PR- SEP-IJ DU RUSEL



CAMBJ U PREV-T,

CAMBJN LI CR-STIEN,

CAMBJ U MUNN

MA L TRAD-ZIEUN NAN VANN… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 28 Novembre 2008 alle 12:30

Raffaella

(It-En) Pino Pascali - The Best One Sculptore Italian - Born Premio Pascali -There is The Museum -

Biografia



L'11 settembre del 1968 moriva a Roma, tragicamente e prematuramente, Pino Pascali, forse l'artista pugliese più grande, certamente il più celebre a livello internazionale di tutto il Novecento. Pascali aveva solo 33 anni. Era nato a Bari da genitori di Polignano a Mare il 19 ottobre del 1935. Dopo la tragica fine (fu investito da un'auto mentre correva in moto) la sua salma fu inumata nel piccolo cimitero del suo paese di origine.



La carriere artistica di… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 13 Novembre 2008 alle 11:30

Raffaella

(It-En) Centenario dalla Nascita dello Scultore Italiano Giacomo Manzoni (Manzù) 1908-1991

BERGAMO, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Dal 1° ottobre 2008 all’8 febbraio 2009



Nastro 1973



Opera di Giacomo Manzù

Giacomo Manzù

Morte di Papa Giovanni XXIII, 1963,

bronzo, cm 105 x 75, Raccolta Manzù, Ardea Alla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 60 opere ripercorrono il periodo centrale dell’attività dello scultore bergamasco che si distingue per il profondo rinnovamento iconografico e… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 11 Novembre 2008 alle 20:00

Raffaella

(It- En) Tradizioni - Traditions

Le tradizioni rappresentano il simbolo più genuino e tipico di una città. In esso si trova la saggezza di un popolo, la continuità e l’unione tra passato e presente. Su questa sezione saranno presentate di volta in volta le iniziative:



FESTE POPOLARI E RICORRENZE RELIGIOSE



Febbraio

• Carnasciale Canosino

Maggio

• Settimana dei Beni Culturali

• Fiera Cittadina (20 e 21… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 9 Novembre 2008 alle 18:00

Raffaella

(It-En) fonte Canosaweb.it Paestum 13 - 16 Novembre 2008 Salerno





Anche quest’anno Canosa ha partecipato alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la grande kermesse che promuove siti e destinazioni archeologiche creando integrazione tra diverse culture. Giunta alla XI edizione, la fiera organizzata dalla Provincia di Salerno, si è tenuta dal 13 al 16 novembre 2008 presso il Centro espositivo… Continua

Post aggiunto da Raffaella il 8 Novembre 2008 alle 16:30

Raffaella

Global Image Presentation

Si ringrazia l'Archivio fotografico Ottica Gianni Foto per il materiale fotografico concesso.

Testi a cura di : Elisabetta Barchetta, Sabino Facciolongo, Luigi Garribba.

Post aggiunto da Raffaella il 6 Novembre 2008 alle 14:00

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It - En - Local Grape ____________ Oil Street - Oil Street - Oil Street - Oil Street - Oil Street - Oil Street - Oil Street - Oil Street_

Uva di Troia.
La leggenda lo attribuisce all’eroe della guerra di Troia, Diomede.

Uva di Troia, un vitigno legato alla storia di Canosa

L’esistenza della coltivazione della vite nel nord della Puglia, già nell’antichità, è documentata dalle pitture vascolari e dai molteplici reperti conservati nei musei, oltre che dalla documentazione bibliografica, tra cui si cita la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, che elenca i vitigni coltivati in varie parti d’Italia, tra cui anche la Puglia.
Più specifica la trattazione di Marco Terenzio Varrone (I sec. a.C.), che nel suo trattato De re rustica descrive i modi di coltivare la vite dei diversi popoli italici e cita il particolare sistema di allevamento in uso in Canosa, che prevedeva un sostegno vivo, il fico (i cui rami erano incannati e da essi si lasciavano pendere i tralci), confrontandolo con l’uso diffuso in nord Italia e cita Milano, di utilizzare l’olmo come sostegno vivo.
L’antica Canusium copriva un ager che comprendeva diversi comuni dell’attuale provincia di Bari e parte della provincia di Foggia, non solo la superficie dell’odierna città di Canosa. Questo territorio sulle mappe antiche era noto come Campi Diomedei.
La leggenda ne attribuisce la colonizzazione all’eroe della guerra di Troia, Diomede, fondatore di molte città dell’Apulia, compresa l’antica Canusium.
Diomede, naufrago, come Ulisse e tanti altri guerrieri, navigando per il mare Adriatico scoprì la foce del fiume Ofanto e lo risalì fino a trovare un luogo per lui ideale; qui utilizzò le pietre delle mura della città di Troia, che aveva portato con sé come zavorra, come cippi di confine per delimitare il territorio che battezzò con il nome di Campi Diomedei.
Una di queste pietre si può ancora ammirare tra Barletta e Canosa ed è nota come il Menhir di Canne della Battaglia. Probabilmente l’eroe greco aveva portato con sé come bottino di guerra anche qualcos’altro: quei tralci di vite che, piantati sulle rive del fiume Ofanto, hanno dato origine all’Uva di Troia.
E’ curioso scoprire come nel libro XVIII dell’Iliade di Omero, l’opera classica che descrive la guerra di Troia, si trovi un passo che descrive un vitigno che assomiglia proprio all’Uva di Troia:

Seguìa quindi un vigneto oppresso e curvo
sotto il carco dell'uva. Il tralcio è d'oro,
nero il racemo, ed un filar prolisso
d'argentei pali sostenea le viti.


Per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, la prima descrizione dell’Uva di Troia risale al 1882 (Rivista di Viticoltura ed Enologia 6, 748), dove viene riportata con l’unico sinonimo di Vitigno di Canosa.

Quasi tutta la bibliografia consultata cita la probabile attribuzione del nome, Uva di Troia, alla provenienza dalla cittadina di Troia, in provincia di Foggia. In realtà si deve escludere questa ipotesi, per il fatto che non è stato reperito alcun documento che lo provi, anzi le ricerche hanno evidenziato che la cittadina di Troia non ha nulla a che fare con il nome di questo vitigno.
Le mappe topografiche della Regia Dogana della Mena delle pecore di Foggia, disegnate dagli agrimensori Antonio e Nunzio Michele nel 1686, provano questa affermazione.

Le mappe fotografano il territorio della Puglia di allora, e consultandole si rilevano solo due aree coltivate a vite: Canosa, con le vigne ubicate a ridosso dell’antico ponte romano sul fiume Ofanto, e San Severo.
In provincia di Foggia, il Vitigno di Canosa è stato introdotto intorno al 1790. La conferma ci arriva da quanto riportato in una pubblicazione del 1791, a firma del canonico Gaetano De Lucretiis della città di San Severo, dal titolo Delle cause della disposizione dei vini a corrompersi o inacidirsi nella Puglia Dauna. L’Autore scrive delle molte problematiche tecniche e politiche e della scarsità dello sviluppo della viticoltura nella Daunia, e tra le varie soluzioni propone la diffusione di un nuovo vitigno, giunto in quelle vicinanze da non molti anni e volgarmente chiamato Somarello, nomignolo ancora oggi utilizzato nella provincia di Foggia per indicare l’Uva di Troia.
Spiegare come siano arrivate le marze a San Severo non è cosa complicata: le zone viticole di Canosa e San Severo si trovavano sulla stessa direttrice dei tratturi regi della transumanza ed è molto probabile che qualche passante, innamorato di quella qualità d’uva, abbia fatto un carico di marze che, trasportate sulla soma di qualche asino a seguito delle greggi transumanti, siano giunte a San Severo.

L’ipotesi di un’origine legata alla cittadina di Troia in provincia di Foggia, può essere sconfessata con ancor maggiore decisione; l’ulteriore prova si ricava da quanto scritto in un’altra antica pubblicazione, datata 1792, dal titolo Notiziario delle produzioni particolari del Regno di Napoli e delle cacce riserbate al real divertimento; l’Autore, Vincenzo Corrado, descrive le produzioni agricole del regno di Napoli, citando tra le altre la cittadina di Troia, scrive: “Le produzioni particolari dei terreni di questa città, Troia, sono in grano, in erbaggi, in frutta, ed in uve, da quali si ha quell’eccellente vino col nome montepulciano”.
La forma di allevamento che ha dato maggiori risultati e ha dato soprattutto notorietà a questo vitigno è quella già nota agli antichi Romani, la vitis bracchiata sine adminculo, nota ora come alberello pugliese.

Alfonso Germinario

Tratto da Il Campanile n.2 2007

Uva di Troia. La leggenda lo attribuisce all’eroe della guerra di Troia, Diomede. Uva di Troia, un vitigno legato alla storia di Canosa L’esistenza della coltivazione della vite nel nord della Puglia, già nell’antichità, è documentata dalle pitture vascolari e dai molteplici reperti conservati nei musei, oltre che dalla documentazione bibliografica, tra cui si cita la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, che elenca i vitigni coltivati in varie parti d’Italia, tra cui anche la Puglia. Più specifica la trattazione di Marco Terenzio Varrone (I sec. a.C.), che nel suo trattato De re rustica descrive i modi di coltivare la vite dei diversi popoli italici e cita il particolare sistema di allevamento in uso in Canosa, che prevedeva un sostegno vivo, il fico (i cui rami erano incannati e da essi si lasciavano pendere i tralci), confrontandolo con l’uso diffuso in nord Italia e cita Milano, di utilizzare l’olmo come sostegno vivo. L’antica Canusium copriva un ager che comprendeva diversi comuni dell’attuale provincia di Bari e parte della provincia di Foggia, non solo la superficie dell’odierna città di Canosa. Questo territorio sulle mappe antiche era noto come Campi Diomedei. La leggenda ne attribuisce la colonizzazione all’eroe della guerra di Troia, Diomede, fondatore di molte città dell’Apulia, compresa l’antica Canusium. Diomede, naufrago, come Ulisse e tanti altri guerrieri, navigando per il mare Adriatico scoprì la foce del fiume Ofanto e lo risalì fino a trovare un luogo per lui ideale; qui utilizzò le pietre delle mura della città di Troia, che aveva portato con sé come zavorra, come cippi di confine per delimitare il territorio che battezzò con il nome di Campi Diomedei. Una di queste pietre si può ancora ammirare tra Barletta e Canosa ed è nota come il Menhir di Canne della Battaglia. Probabilmente l’eroe greco aveva portato con sé come bottino di guerra anche qualcos’altro: quei tralci di vite che, piantati sulle rive del fiume Ofanto, hanno dato origine all’Uva di Troia. E’ curioso scoprire come nel libro XVIII dell’Iliade di Omero, l’opera classica che descrive la guerra di Troia, si trovi un passo che descrive un vitigno che assomiglia proprio all’Uva di Troia: Seguìa quindi un vigneto oppresso e curvo sotto il carco dell'uva. Il tralcio è d'oro, nero il racemo, ed un filar prolisso d'argentei pali sostenea le viti. Per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, la prima descrizione dell’Uva di Troia risale al 1882 (Rivista di Viticoltura ed Enologia 6, 748), dove viene riportata con l’unico sinonimo di Vitigno di Canosa. Quasi tutta la bibliografia consultata cita la probabile attribuzione del nome, Uva di Troia, alla provenienza dalla cittadina di Troia, in provincia di Foggia. In realtà si deve escludere questa ipotesi, per il fatto che non è stato reperito alcun documento che lo provi, anzi le ricerche hanno evidenziato che la cittadina di Troia non ha nulla a che fare con il nome di questo vitigno. Le mappe topografiche della Regia Dogana della Mena delle pecore di Foggia, disegnate dagli agrimensori Antonio e Nunzio Michele nel 1686, provano questa affermazione. Le mappe fotografano il territorio della Puglia di allora, e consultandole si rilevano solo due aree coltivate a vite: Canosa, con le vigne ubicate a ridosso dell’antico ponte romano sul fiume Ofanto, e San Severo. In provincia di Foggia, il Vitigno di Canosa è stato introdotto intorno al 1790. La conferma ci arriva da quanto riportato in una pubblicazione del 1791, a firma del canonico Gaetano De Lucretiis della città di San Severo, dal titolo Delle cause della disposizione dei vini a corrompersi o inacidirsi nella Puglia Dauna. L’Autore scrive delle molte problematiche tecniche e politiche e della scarsità dello sviluppo della viticoltura nella Daunia, e tra le varie soluzioni propone la diffusione di un nuovo vitigno, giunto in quelle vicinanze da non molti anni e volgarmente chiamato Somarello, nomignolo ancora oggi utilizzato nella provincia di Foggia per indicare l’Uva di Troia. Spiegare come siano arrivate le marze a San Severo non è cosa complicata: le zone viticole di Canosa e San Severo si trovavano sulla stessa direttrice dei tratturi regi della transumanza ed è molto probabile che qualche passante, innamorato di quella qualità d’uva, abbia fatto un carico di marze che, trasportate sulla soma di qualche asino a seguito delle greggi transumanti, siano giunte a San Severo. L’ipotesi di un’origine legata alla cittadina di Troia in provincia di Foggia, può essere sconfessata con ancor maggiore decisione; l’ulteriore prova si ricava da quanto scritto in un’altra antica pubblicazione, datata 1792, dal titolo Notiziario delle produzioni particolari del Regno di Napoli e delle cacce riserbate al real divertimento; l’Autore, Vincenzo Corrado, descrive le produzioni agricole del regno di Napoli, citando tra le altre la cittadina di Troia, scrive: “Le produzioni particolari dei terreni di questa città, Troia, sono in grano, in erbaggi, in frutta, ed in uve, da quali si ha quell’eccellente vino col nome montepulciano”. La forma di allevamento che ha dato maggiori risultati e ha dato soprattutto notorietà a questo vitigno è quella già nota agli antichi Romani, la vitis bracchiata sine adminculo, nota ora come alberello pugliese. Alfonso Germinario Tratto da Il Campanile n.2 2007
Uva di Troia.

The legend attributes the all'eroe the Trojan War, Diomede.
Uva di Troia, a vine tied to the history of Canosa

The existence of vine cultivation in northern Italy, already in antiquity, is documented paintings by vascular and many exhibits in museums, in addition to bibliographical, among which cites the Naturalis Historia of Pliny the Elder, listing the grapes grown in various parts of Italy including Puglia.
More specifically dealing with Marco Terenzio Varro (I sec. BC), who in his treatise De re rustica describes ways to cultivate the lives of other Italic peoples and cites the particular type of farming in use in Canosa, which provided support alive The fig tree (whose branches were incannati and they left tilt the branches), compared with the widespread use in northern Italy and cites Milan, to use elm as live support.
The old covered a Canusium ager which included several municipalities of the province of Bari and part of the province of Foggia, not just the area's city of Canosa. This territory antique maps was known as Fields Diomedea.
Legend has it attaches the all'eroe colonization of the Trojan war, Diomede, founder of dell'Apulia many cities, including the ancient Canusium.
Diomede, shipwrecked, as Ulysses and many other warriors, browsing the Adriatic Sea discovered the mouth of the river Ofanto and dates until you find an ideal place for him here used the stones of the walls of the city of Troy, who had brought with them as ballast, as cippi border to demarcate the territory that christened with the name of Fields Diomedea.
One of these stones can still admire between Barletta and Canosa and is known as the Menhir of Canne della Battaglia. Probably the greek hero had brought with them as spoils of war also something else: those branches of lives that planted on the banks of the river Ofanto, led all'Uva of Troy.
E 'curious to find out how dell'Iliade XVIII in the book of Homer, the classical work that describes the Trojan War, is a step that describes a vine that looks just all'Uva Trojan:

I followed a vineyard oppressed and curved
dell'uva in prison. The branch is golden
Racemi the black, and a verbose FILAR
sostenea piles of silver screws.


With regard to scientific publications, the first description of Troy dell'Uva dates back to 1882 (Journal of Enology and Viticulture 6, 748), where it is listed with the only means of Grapevine Canosa.

Almost all consulted bibliography cites the probable allocation of the name, Uva di Troia, from the town of Troy, in the province of Foggia. In reality we must exclude this hypothesis, that was not found any document that proves, in fact research has shown that the city of Troy has nothing to do with the name of this grape variety.
The topographical maps of the Royal Customs of Mena sheep of Foggia, designed by surveyors and Antonio Nunzio Michele in 1686, prove this assertion.

The photograph maps of the territory of Puglia then, and consultation is found only two areas under vines: Canosa, with vineyards located behind of the Roman bridge over the river Ofanto, and San Severo.
In the province of Foggia, the Vines of Canosa was introduced around 1790. The confirmation comes from what we reported in a publication of 1791, signed by the canonical Gaetano De Lucretiis the city of San Severo, entitled Of the causes of the provision of wine or a corrupted sour Daunia in Puglia. The author writes of the many technical and political issues and lack of development of viticulture in Daunia, and between the various solutions proposed the deployment of a new grape variety, arrived in the vicinity by a few years and vulgarly called Somarello, nickname still used today in the province of Foggia to indicate the Uva di Troia.
Explain how the slips are arriving in San Severo is not complicated: the wine-growing areas of Canosa and San Severo were on the same tracks recorded director of transhumance and it is very likely that some passing, in love with the quality of grapes, has done a load of slips that carried the burden of some ass as a result of crude transumanti, came to San Severo.

The hypothesis of an origin linked to the city of Troy in the province of Foggia, can be repudiated with even more decisively and further evidence is derived from the ancient written in another publication, dated 1792, entitled News of the special productions Kingdom of Naples and hunting reserve the real fun, the author, Vincent Corrado, describes the agricultural production of the kingdom of Naples, citing among others the town of Troy, writes: "The production details of the land in this city, Troy Are wheat, in erbaggi in fruit and grapes, from which it has quell'eccellente wine with the name montepulciano. "
The form of farming that has more results and gave a particular reputation this grape variety is already known to the ancient Romans, the sine adminculo vitis strokes, known now as tree Pugliese.
Alfonso Germinario
Taken from The Campanile No.2 2007


Strada dell'Olio d'Oliva Castel del Monte

Fascino Verde Argento

La Strada dell'Olio d'Oliva "Castel del Monte" è un associazione che ha l'obiettivo di promuovere l'olio extravergine d'oliva DOP "Castel del Monte" ed il turismo gastronomico.

La strada si snoda attraverso un percorso di 138 Km nei territori di Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, MinervinoMurge e Trani. Raggiunge le Aziende agricole associate e le bellezze paesaggistiche, ambientali e monumentali della zona.


Le testimonianze di carattere storico che si incontrano attraverso questo territorio sono di grande suggestione: i dolmen ed i menhir, la civiltà rupestre, le vestigie elleniche e romane, le cattedrali romaniche, i castelli - tra i quali svetta unico nel suo genere Castel del Monte - , le masserie fortificate, le laure basiliane, i palazzi patrizi dell' 800. Ma anche le bellezze naturalistiche lasciano il visitatore stupefatto.

E' quasi un viaggio fiabesco, che inizia sulle sponde dell'Adriatico, per addentrarsi nell'entroterra selvaggio, della Murgia ed approdare ancora sulle sponde del mare. In questa terra i riti della coltura dell'olivo e dell'attività di frantoio si rinnovano ciclicamente ormai da secoli. A Novembre, quando le molazze iniziano a roteare per frangere i frutti pazientemente attesi per un anno intero, si spande la fragranza inebriante dell' olio. E' denso, dorato, dal profumo persistente in cui si riconosce nettamente l'oliva con sfumature di muschio, erbe, frutta acerba.

L'associazione opera in collaborazione con i produttori di olio e di specialità agroalimentari tipiche, con gli operatori del turismo, con gli enti pubblici e strumentali competenti per la maggiore tutela dell'olio extravergine d'oliva e delle risorse ambientali. Inoltre coordina manifestazioni ed iniziative di carattere tecnico culturale e promozionale per favorire la conoscenza del DOP "Castel del Monte" e della zona di produzione.


Olive Oil road Castel del Monte

Silver Charm Verde

La Strada Olive Oil "Castel del Monte is an association which aims to promote extra virgin olive oil DOP" Castel del Monte "and culinary tourism.

The road winds through a distance of 138 km in the territories of Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Trani and MinervinoMurge. It reaches the Associated Farms and the beautiful landscape, environmental and monuments in the area.

The testimonies of historical who meet through this area are of great fascination: dolmens and menhirs, the rock civilization, the Greek and Roman ruins, the Romanesque cathedrals, castles - among them svetta unique Castel del Monte -- , The fortified, the Basilian laure, the palaces of patricians' 800. But the natural beauty, visitors leave amazed.

It 'almost a fabulous trip, which begins on the Adriatic shore, to go into the wild, the Murgia and still land on the shores of the Sea. In this land of the rites of olive cultivation and of the mill is now renewed periodically for centuries. In November, when the molazze start spinning fringes to the fruits expected patiently for a full year, is spreading the intoxicating fragrance of 'oil. E 'dense, golden, persistent fragrance that clearly recognizes the olive shades of moss, herbs, unripe fruit.

The association works in collaboration with producers of oil and typical local produce, with the tourism, with the public and instrumental responsible for the increased protection of extra olive oil and environmental resources. Also coordinates events and initiatives of technical and cultural promotion to promote awareness of the PDO "Castel del Monte" and the production area.



For information and providing for membership is on the organizing secretary at the Department of Economic Development City of Andria in Piazza Imbriani 11, tel / fax 0883 551051

For tours, contact:

- DROMOS - 0883 664,043 - - 0328 6155056

- GRAIL - 0883 554,263 - - 0368 575988

- TRAVELING - 0883 554,985 - - 03,384,336,820

It's Time To

2008: Anno internazionale del Pianeta Terra
International Year of Planet Earth - IYPE

IYPE Dall'11 gennaio la Società Speleologica Italiana è entrata a far parte della Commissione Italiana per il coordinamento dell'Anno Internazionale del Pianeta Terra.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2008 Anno Internazionale del Pianeta Terra: Le Scienze della Terra al servizio della Società.

Questa iniziativa, centrata sul 2008, ma estesa al triennio 2007-2009, è stata promossa dall'UNESCO e dall'Unione Internazionale delle Scienze Geologiche (IUGS) raccogliendo il sostegno di 191 stati membri dell'ONU.

L'obiettivo dell'Anno Internazionale del Pianeta Terra, riassunto nel sottotitolo Le scienze della terra al servizio della società, è rendere i cittadini, i politici e gli amministratori maggiormente consapevoli del grande potenziale che le scienze della terra hanno per il miglioramento della qualità della vita e la salvaguardia del pianeta.

A livello internazionale questa iniziativa prevede il coinvolgimento dei Servizi Geologici Nazionali a cui si affiancano i Servizi Geologici Regionali che potranno operativamente definire e coordinare iniziative qualificanti con il supporto di ricercatori e operatori di istituzioni pubbliche e private.

La Commissione Italiana, ha predisposto un programma teso a promuovere un cospicuo numero di eventi sul territorio, coinvolgendo in quest'opera di diffusione le Pubbliche Amministrazioni, le industrie, il mondo scientifico, universitario e la scuola. Le iniziative, che hanno luogo prevalentemente nel 2008, si sviluppano in due direzioni: divulgazione e ricerca scientifica.

I temi portanti dell'IYPE sono: Acque sotterranee, Rischi, Pianeta Terra e salute, Cambiamenti climatici, Risorse, Megalopoli, Profondità terrestri, Oceani, Suolo e Pianeta Terra e vita.

Naturalmente i temi acque sotterranee e "profondità terrestri" vedranno la prevalente partecipazione della SSI che, nel biennio 2008-2009, intende chiedere agli speleologi un impegno straordinario perché siano varati programmi di studio, pubblicazioni, corsi, conferenze, mostre e iniziative culturali tendenti a diffondere le conoscenze di base sul mondo sotterraneo.
Saranno messe a punto anche iniziative di concerto con gli altri Enti della Commissione Italiana, nei quali gli speleologi avranno l'opportunità di illustrare le conoscenze acquisite.

Per contatti sulle iniziative SSI-IYPE:
Carlo Germani carlo.germani@gmail.com

Per saperne di più:

Comunicato stampa 11 febbraio 2008 file pdf 269 KB
Discorso inaugurale dell'Italia file pdf 112 KB
Programma 2008-2009 del gruppo di lavoro Acque Sotterranee
www.esfs.org/relatedevents.htm
www.yearofplanetearth.org
www.annodelpianetaterra.it


Iniziative della Società Speleologica Italiana nel programma IYPE

Forum didattica speleologica

La SSI organizza un Forum della Speleologia Italiana che, partendo dalle esperienze già avviate sul livello locale, vuole porre le basi per intraprendere un'opera di sensibilizzazione della collettività sulle prospettive di valorizzazione e sugli impatti antropici nelle aree carsiche. Le finalità del confronto che si propone riguardano l'individuazione di un programma operativo condiviso di livello nazionale per la promozione e l'organizzazione di mostre, convegni tematici, attività didattiche nelle scuole e di specifiche pubblicazioni di settore. Obiettivo primario del Forum è la creazione di uno spazio culturale comune tra tutti coloro che si occupano di educazione ambientale orientata al mondo sotterraneo, attraverso il quale elaborare e fornire agli speleologi che si occupano di tale attività formativa strumenti efficaci per l'operatività didattica.

* 9-10-11 maggio 2008
Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, San Lazzaro di Savena (BO)
* 31 ottobre 2008 - in ambito manifestazione Imagna 2008, S. Omobono Terme (BG)


Puliamo il Buio manifestazione nazionale
www.puliamoilbuio.it

* 26-27-28 settembre 2008
* settembre 2009

Tra i fattori di pressione antropica sulle acque sotterranee di origine carsica rivestono notevole importanza le discariche a causa della facilità di occultamento dei rifiuti offerta dalle grotte. Nel passato la mancanza di leggi adeguate, l'ignoranza sulle possibili conseguenze e la diversa coscienza ambientale, hanno fatto sì che lo smaltimento di rifiuti in grotta fosse una pratica diffusa, addirittura ordinanze comunali permettevano di utilizzare le cavità come discariche ufficiali. Nel triennio 2005-2007 la speleologia organizzata, contando sul solo volontariato, ha riportato all'esterno ed avviato a discarica autorizzata circa 50 tonnellate di rifiuti solidi (da medicinali scaduti a carcasse di animali), sottraendoli così al ciclo delle acque sotterranee. L'iniziativa si ripeterà nel 2009 ed è stata presentata in forma di "poster" all'VIII convegno organizzato dall'Accademia dei Lincei in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua.

Censimento delle cavità a rischio ambientale

la SSI ha avviato da tempo un "Censimento delle cavità a rischio ambientale" allo scopo di meglio definire il problema e di studiare adeguate soluzioni. In questo censimento, il termine "rischio ambientale" si riferisce ai casi relativi alla presenza di sostanze o situazioni in grado di alterare e inquinare l'ambiente di grotta in funzione della "salute" delle acque sotterranee. Il censimento è legato dal 2005 alla manifestazione "Puliamo il Buio".
Attività previste durante l'IYPE:
- analisi e completamento dei dati
- realizzazione di un data-base disponibile in rete.

Carta degli antichi acquedotti

Al momento sono stati censiti 120 acquedotti e di ognuno è stata acquisita una scheda informativa riportante le caratteristiche generali dell'opera idraulica ed una bibliografia. Quest'ultima è costituita da oltre 900 riferimenti suddivisi in testi di ordine generale, a loro volta ordinati su base regionale, e in opere (volumi o articoli) riferite alla singola struttura idraulica. L'iniziativa è stata presentata in forma di "poster" all'VIII convegno organizzato dall'Accademia dei Lincei in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua.
Gli obiettivi primari che si pone la SSI nel biennio 2008-2009, anche nel quadro della attività dell'IYPE, sono il completamento del database, il perfezionamento dei dati di alcune schede e l'ampliamento ulteriore della bibliografia del progetto. La realizzazione degli approfondimenti dovrà necessariamente partire dal rilievo topografico dell'opera, ove non già esistente. Per questo aspetto ci si avvarrà del contributo delle organizzazioni speleologiche in quanto l'esplorazione di un antico acquedotto presenta spesso difficoltà peculiari legate all'ambiente ipogeo.
Attività previste durante l'IYPE: riunione del GdL "acquedotti" nell'ambito del VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali; realizzazione di un sito internet dedicato al tema www.antichiacquedotti.it

Iniziative di altri enti patrocinate dalla Società Speleologica Italiana nel programma IYPE

VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali
Napoli 30 maggio - 2 giugno 2008
www.campaniaspeleologica.org

10° International Symposium on Pseudokarst
Gorizia - dal 28 aprile al 1 maggio 2008
www.seppenhofer.it

Corso di fotografia di II livello "I colori del buio"
Taipana (UD) e Villanova delle Grotte (UD) - dal 31 maggio al 2 giugno 2008
www.cnss-ssi.it

Convegno Sicilia Sotterranea
Ragusa Iblea – 9-11 maggio 2008
www.avvenimentiiblei.it/cirs

Progetto di educazione "La Scuola nell'Ambiente" (IPSIAM)
Monopoli (BA) – dal 12 marzo al 20 giugno 2008
www.gruppopugliagrotte.it

Pubblicazione
"Acqua – passato e futuro dell'acqua – architetture dell'acqua per l'acqua"
Castellana Grotte (BA) – anno scolastico 2007-2008
www.gruppopugliagrotte.it

Imagna 2008
Valle Imagna (BG) - 29 ottobre - 2 novembre 2008 2008
Manifestazione speleologica nazionale
www.imagna2008.it
Contenitore di iniziative i cui argomenti saranno definiti insieme alla SSI.

3° Simposio internazionale di studi sul carsismo negli Iblei e nell'area sud Mediterranea
Castello di Donnafugata - Ragusa; 29-31 maggio 2009
www.avvenimentiiblei.it/cirs

SpeleoDuemilaOtto - Incontro degli speleologi del Friuli Venezia Giulia
Tolmezzo (UD); 15 e 16 novembre 2008
www.fsrfvg.it



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Decorazioni per l'Albero di Natale Show Room

Le decorazioni di Natale risalgono ai vecchi mercati di Natale che si organizzavano in Germania verso il 1600. A quel tempo si utilizzavano soprattutto i dolci come decorazione di Natale, cioè stanghe di zucchero, dolci al miele e altri dolcetti di Natale. Nel 1800 iniziarono a diffondersi altre decorazioni di Natale: soprattutto carta lucida, carta satinata colorata, oppure decorazioni di Natale che contenevano all’interno piccoli dolcetti come noci, frutta, uvetta o altri dolci.

Decorazioni di Natale più diffuse
Alcune simpatiche idee per decorare la casa nei giorni del Natale, alcune di queste idee possono essere usate anche come segnaposti per la tavola di Natale!

Pacchettini di Natale: incartate tante scatole vuote di diverse dimensioni con carta natalizia colorata e tanti nastri argentati e dorati. Spargete i pacchettini così creati in giro per la casa e sotto l’Albero di Natale e la decorazione è pronta!


(Nella foto il nuovo Showroom Sapore d'Antico in Piazza Terme a Canosa)

Candele di Natale: Fin dalla prima apparsa dell’albero di Natale nel salone di casa, si sono usate le candele per decorazioni. La tradizione delle candele sull’albero risale al 1600. la candela simboleggia vita e gioia in un periodo buio ed è la perfetta decorazione di Natale.

Angeli: gli Angeli sono collegati alla cultura cristiana, ma sono conosciuti anche dal buddismo, islam, induismo e ebraismo dove esseri simili agli angeli sono usati come messaggeri.

Fili argentati, d’orati, brillantini: i fili argentati erano orginariamente fatti di rame, mentre oggi sono fatti per lo più di carta. Sono posti sull’albero come decorazione di Natale e creano bellissimi riflessi tra i rami.

Con poca fatica ed a prezzi competitivi si può rendere più accogliente la vostra casa o il luogo dove passerete le feste di Natale. Acquistando questi simpatici lavoretti …. candela in gel (mettila anche tra gli addobbi) di:

GHIRLANDE DI BACCHE
PIGNE DORATE
GLOBI FLOREALI
PALLINE DI VETRO

Sapore d'Antico e' specializzata nella vendita di prodotti professionali originali e di qualita' per la decorazione natalizia. Luminarie natalizie affidabili e di notevole impatto visivo e decorativo, realizzabili anche su progetto del cliente. Si possono infatti simulare, allestimenti, in modo da trovare la migliore soluzione per ogni vostra necessita' decorativa.

....L'albero di natale si può però trovare anche un gioco religioso medioevale celebrato proprio in Germania il 24 dicembre, il "gioco di Adamo e di Eva" (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell'abbondanza per ricreare l'immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti poiché quest'ultimi avevano una profonda valenza "magica" per il popolo. Avevano specialmente il dono di essere sempreverdi, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici. Non a caso, sempre in Germania, l'abete era anche il posto in cui venivano posati i bambini portati dalla cicogna.

L'usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. L'uso di candele per addobbare i rami dell'albero è attestato già nel XVIII secolo.(Wikipedia)


Inoltre è usanza addobbare l'albero e le ghirlande con tutta la vasta gamma di microluci (tende luminose, stringhe, stalattiti, rametti luminosi) per uso esterno, e' testata secondo lo standard 'GS', la piu' alta tra le certificazioni europee in termine di sicurezza delle apparecchiature.

Vi aspettiamo, sapremo consigliarvi con gusto e professionalità.

I colori di quest'anno sono: rosso argento e oro, sono anche quelli che noi predilegiamo per meglio accostarli agli arredi, mi piace sottolineare che gli allestimenti sono il risultato di un lavoro ideato prima e poi messo in pratica con cura e dovizia di particolari dal mio "appassionato" staff .

I complimenti e gli apprezzamenti già ricevuti sono il premio che più attendiamo oltre ce lo auguriamo, alla vendita.

Saluti e Buon Lavoro
A cura di Nunzia Silvestri dallo Shoroom Sapore d'Antico in Piazza Terme.

(It-En) Bari -Il Porto - The Port - Trani -

Bari and its ports face the Adriatic, on the edges of the plateau of the Terra di Bari. It divides into two main parts marked out by Corso Vittorio Emanuele: the old city, a network of medieval streets and monuments, and the quarters which developed after 1820, characterized by straight streets and perfectly square islands.

The ancient district is worth visiting; visitors will lose themselves in the beauty of the impressive Romanesque-Pugliese structures. The district is also the home of many churches, which are now longer for worship, but which can still be visited, churches such as S. Giacomo. Bari has changed a lot since the beginning of the 19th century due to urban development and at the end of the century there were a great deal of new buildings including the railway station (built in 1875). The Lungomare (promenade) is splendid, a popular place for walks and traditional festivals. The Fiera del Levante, one of the largest trade fairs in Italy, which takes in place in September also stands close to the sea. The ancient seafaring center is also here; it has a privileged home as it serves as a 'bridge' between the East Mediterranean countries it became the main commercial center for the Adriatic and Ionic. Corso Vittorio Emanuele winds alongside the promenade, which is lit with traditional street lamps. This long road separates the ancient district from the center. Perpendicular to the Corso is Via Sparano, famous for its luxurious shops. The visit cannot avoid visiting this pedestrianised street and stopping in at the shops that offer the best deals, compared with other prices in big cities. The medieval Muraglia (wall) stands on the promenade, and at one point,the sea once reached right underneath the wall. This ancient mysterious structure looks towards the old port and the new port. The ports are not only used on a commercial scale but they represent one of Italy's principal petrol ports. Bari enjoys considerable industrial development. The industry was born of necessity to preserve both agricultural produce (eg. cherries, tomatoes, artichokes, grapes and table-wine) and the fish industry (including sea food-the city's pride and joy and the basis of many local dishes). Bari is home to many factories and there are now many other industries that keep the city healthy, financially, the growth of the industries was one of the primary factors behing the building of the airport (Palese) was built. The airport is situated behind the aforementioned area.

Another main road that divides the city is Via Capruzzi, it winds through the most modern part of the city where most of the major businesses have offices. This is also the area of many other large shops, local markets and proceeding along Via Giulio Petroni, crossing Viale Giovanni XXIII, stands the Carcere di Massima Sicurezza (maximum-security prison).

The newest zone, on the outskirts of the city, is the Mungivacca district; this is mainly residential, sprinkled with supermarkets and villas, as well as large glass palazzi. This is where the archive of Stato of Bari stands and is also home to the headquarters of the Treasury and the Ministeries of Culture and Environment. The city is well served by buses that reach the whole city, reaching the various districts and shortening the distances between them and the city. Piazza Aldo Moro, close to central station is the terminus for most of the buses. The city also has an efficient rail service linking the North with Southern Italy; there is also an excellent motorway system, it is thanks to routes Napoli ' Bari and Bologna ' Bari that tourism has flourished and continues to do so.

History of Bari
The historiographers called the province the name 'Peucezia', after the Peuceti, a race that had strong links with the neighbouring magnogreca salentina people. The urban culture of this people can be seen alongside megalithic structures such as the Dolmens (artificial caves built of stones and stone plates) and the Menhir (standing stones). The Romans really brought a territorial structure to the areas that ran parallel to the coastline, which rises up towards Murgia. The most populous areas were concentrated along the coast towards the East because of trade with the other rich agricultural cities in the hinterlands.

The growth of the historical center is closely linked with the development of the ecclesiastic buildings, which were often the heart of these urban centers: Bari was a bipolar city from the time of Greek-Byzantine domination, and contrasted with the urban power signaled by the cittadella catapanale (city of the Byzantine captain) home of the Basilica di S.Nicola. In the late Middle Ages the Cattedrale di Bari dominated the city, not only because of its size and the presence of the 'larghi' major piazzas (Piazza Odegitria, Piazza S. Sabino, Piazza Bisanzio and Rainaldo) around it, but the also because of the network of streets around, filled with other sacred buildings, some of which, are now only recorded in ancient documents. Continuing along the main road called the 'strada delle crociate' (street of the crusades), which leads on in the direction of the Cathedral, you will the encounter the Chiesa di S. Marco, spiritual home to a flourishing colony of Venetian residents in Bari during the Middle Ages and as you continue along you will reach the second important part of the city, indicated by the cittadella nicolaiana. The third 'area' of the city is the 'penisoletta', along the sea, with its large monastic complexes whose buildings follow the curve of the island. The layout of the 'cittadella Conventuale', is visible in the ancient buildings and thought-provoking ruins, especially the Chiesa di S. Scolastica. This complex leads to the most modern district of the historical center, based on a 17th century design, where the network of the straightest streets bear signs of the great changes that took place. The new urban 'feudalità' created its residential palaces through a series of slow changes in the way buildings were constructed and the materials that were used, the 'ruga Francigena' (now Via palazzo di Città) and the Piazza Maggiore became some of the most important 'spaces' in the city. The development of the network of streets in 1602, the construction of new palaces, allowed the formation of a fourth urban area. The gradual addition of new religious orders allowed by the Counter Reformation and the modifications of pre-existing areas of worship, produced a dominant building, characterized by impressive baroque buildings of Chiesa di S. Chiara and with its beautiful interior, such as those in Chiesa di S. Gaetano. Each era has left its imprint on the city, which can be seen in the buildings and monuments, memories of the past, which have survived. The Byzantines left the deepest impression on the city; they were in Bari at various times between the 7th and 12th centuries. Byzantium knew how to make the people feel secure, due to its detailed organization of the State, administration etc, it also facilitated economic and social growth as well as maritime traffic, essential for the prosperity of Puglia, keeping the trade between the East and West alive in all parts of social, economic and religious life. The Byzantines were supplanted in 1053 by the Normans under Roberto il Guiscardo. Then came domination by the house of Svevi, who had an impact not only in Bari but on the whole of Puglia, creating many castles and cathedrals in a style defined as Romanesque-Apulian (see Castello Svevo). The Angioini followed the Svevi, and then came the bad government of the Spanish with the Aragonese, this period was defined by a harsh increase in taxes and by the spread of malaria. In 1707, the Aragonese were defeated by the Austrians and Bari saw a period of recovery, characterized by a flourishing commercial market through the sea and trade over the water. Then came the Bourbons, and the city continued to recover; during the 17th century links with Naples were very strong, there are documents and manufactured goods 'manufatti' which record this period. In 1860, the city was unified with the rest of the kingdom of Italy.

At the end of the 19th century the urban configuration changed notably: at the same time as the industrial development and the increase of the population, the urban center also developed stretching far beyond what is today known as the center, exceeding the limits signaled by the 'extramurale' street (the street that went beyond what were once the city walls) Today the city is known as the 'California of the South' the capital of the region that is the most progressive in comparison with to the other areas of the South, more active and commercially competitive. It isn't as spread out as the other metropolises that you may come across but it has everything that other large cities can offer.

The Weather
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Avg. Precip. 2.0 in 2.3 in 2.1 in 1.9 in 1.4 in 1.3 in 1.1 in 1.5 in 2.4 in 2.5 in 2.1 in 2.5 in


Trani

Scheda del Porto e della Darsena

Via Statuti Marittimi / Via Banchina al Porto - Trani
APERTURA AL PUBBLICO:
Sempre Aperto


SERVIZI DISPONIBILI:
Visite Guidate Accessibile ai disabili Non Disponibile Non Disponibile Caffetteria o punto ristoro


Il Porto di Trani (Lat.41°17’N-Long.16°25’SE) ha uno specchio d’acqua con una superficie di circa 137.000 mq, con fondali sabbiosi che raggiungono la profondità di 4-5 metri, ed uno sviluppo costiero di 1.850 mt, di cui 900 occupati da banchine operative. La superficie occupata a terra, invece, raggiunge complessivamente i 24.880 mq. Il porto è costituito da una insenatura naturale difesa da due moli: il Molo S. Lucia e il Molo Sant’Antonio, il primo dei quali banchinato e dotato di colonne e anelli da ormeggio. Il braccio di San Nicola, a Nord, attenua l’interrimento cui è soggetto il porto, che può raggiungere un valore fino a 50 cm l’anno.

Tutte le sponde interne sono banchinate: la banchina del Molo Santa Lucia, lunga 48 mt e con superficie del piazzale di circa 1.400 mq, viene adibita all’attracco di piccole navi da carico(max 500 t.s.l.) e non prevede depositi merci; il tratto attiguo della banchina Santa Teresa, lungo 215 mt, viene adibito all’attracco di imbarcazioni da pesca; la banchina Seminario e parte della banchina La Conca, lunga 109 mt, sono riservate alla flottiglia peschereccia; le banchine di Piazza Quercia ePiazza Tiepolo, lunghe 450 mt, sono riservate al naviglio da diporto.In questa zona sono sistemati pontili galleggianti, per un totale di 618 ml, che consentono l’ormeggio a natanti fino a mt. 25 f.t., per un totale di 600 imbarcazioni. Una parte di detti pontili è riservata ai soci della locale Sezione della LEGA NAVALE ITALIANA; gli altri, in gestione diretta dell’Amministrazione Comunale (Darsena Comunale), sono di libero accesso. Sul molo di Sant’Antonio, infine, a 60 mt dall’estremità, a sinistra entrando, c’è il faro: luce a lampi bianchi per 5 sec.;a 20 mt dall’estremità luce fissa rossa; al braccio di San Nicola,sulla testata, lato Nord entrando: luce fissa verde.Le barche in entrata ed uscita si dovranno mantenere a 40 mt dal predetto fanale verde.

LA DARSENA COMUNALE DI TRANI
INFORMAZIONI E SERVIZI

Il Comune di Trani ha allestito ed attrezzato una propria darsena portuale, assumendone la gestione diretta, per favorire lo sviluppo socio-economico del porto, anche nel settore turistico. La darsena comunale rappresenta un punto di notevole richiamo turistico per la città di Trani; infatti, numerose sono le imbarcazioni in transito, italiane ed estere, che ormeggiano presso i suoi pontili nella stagione estiva, oltre alle centinaia di imbarcazioni che vi sostano per tutto l'anno. La Darsena Comunale è costituita da 5 pontili: 4 permanenti situati nel porto, ed 1 stagionale estivo situato presso il molo di Sant'Antuono. Offre oltre 350 posti barca per imbarcazioni da 4 a 25 metri.

La Darsena garantisce una serie di servizi quali: Utilizzo posto barca, con attracco a pettine in zona esclusivamente riservata al naviglio da diporto; Uso dell'ancoraggio completo di catena e cima di ormeggio; Facoltà di allacciare prese d'acqua o di forza motrice alle apposite colonnine collegata sulle banchine; Servizio di guardiania notturna e diurna; Servizio di assistenza diurna da parte di personale specializzato; Servizi igenici con acqua calda; Servizio di assistenza radio con VHF e CB; Disponibilità di scivolo per varo e alaggio di imbarcazioni carrellabili.

The Port
Tab of the Port and Dock


Via Statutes Sea / Port Quay Street - Trani



Gallery Forografica

OPEN TO THE PUBLIC:
Always Open

SERVICES AVAILABLE:
Guided Tours Accessible to Disabled Not Available Not Available Cafeteria or refreshment point


The Port of Trani (Lat.41 ° 17'N-Long .16 ° 25'SE) has a body of water with an area of about 137,000 square meters, with sandy bottoms that reach the depth of 4-5 meters, and a coastal development of 1850 mt, of which 900 are occupied by operational quays. The area occupied on the ground, however, the total reaches 24,880 sqm. The port consists of a natural defense from two piers: the Molo S. Lucia and St. Molo, the first of which quay, with columns and mooring rings. The arm of San Nicolas, north, which mitigates the burial governs the port, which can reach a value of up to 50 cm a year.

All sides are internal docks: the quay of Molo Saint Lucia, 48 meters long and with surface yard of about 1,400 square meters, is used all'attracco of small cargo ships (max 500 GRT) and does not provide goods stores; the stretch adjacent dock of Santa Teresa, 215 meters long, is used all'attracco of fishing boats and the quay Seminar and the La Conca wharf, 109 meters long, are reserved to the fishing fleet; the docks of Oak Square ePiazza Tiepolo, long 450 mt, is available only to ships from diporto.In this area are accommodated floating piers, for a total of 618 ml, which allow the mooring boats up to mt. 25 f.t., for a total of 600 boats. Some of these piers is reserved for members of the local Chamber of the Lega Navale Italiana, the other, in direct management of the City (Port Town), have free access. On the pier of St. Anthony, finally, to 60 mt from, left entering, there is a lighthouse: a flashing white light for 5 sec., 20 mt from light red; arm of San Nicola , on the headboard, side entering the North: a steady light verde.Le boats entering and leaving must be maintained at 40 meters above the green lantern.

THE TOWN OF DARSENA TRANI
INFORMATION AND SERVICES

The City of Trani has set up and equipped its own dock port, assuming the direct management, to promote the socio-economic development of the port, also in tourism. The municipal dock is a point of major tourist attractions for the city of Trani, because many boats are in transit, Italian and foreign, that dock at the piers during the summer, in addition to the hundreds of boats that stop for all 'year. The Town Dock is 5 piers: 4 permanent located in the port, and 1 seasonal summer near the pier of Sant'Antuono. It offers more than 350 berths for boats from 4 to 25 meters.

The dock provides a range of services which use mooring, docking with a comb in the area exclusively reserved for recreational vessels; full use of anchorage chain and mooring lines; Faculty to establish water or power to special columns connected docks; Service guard at night and daytime; Service from daytime staff; Toilet with hot water; Service with VHF radio and CB; slide is available for launching boats and towing trucks.

Testo della Dott.ssa Raffaella Cassano Scritta nel 1992 a prefazione del Catalogo "Principi Imperatori e Vescovi 2000 anni di Storia a Canosa". Edizioni Marsilio Venezia.

Area Turismo

Il Lapidarium Il Lapidarium
La raccolta lapidaria della Villa Comunale nasce intorno agIi anni '50.

Mons. Francesco Nicolai. Mons. Francesco Nicolai.
IL PREVOSTO DEL ‘600 CHE SALVO’ LA CATTEDRALE SAN SABINO

La Prima Cattedrale di Puglia. La Prima Cattedrale di Puglia.
Chiesa dedicata a Santa Maria collocata accanto al Battistero di San Giovanni.


Il centro di Canusium, sede del corrector Apuliae et Calabriae, è certamente in età tardoantica il più importante della Puglia, sul piano politico-istituzionale e sul piano economico. È naturale che anche sul piano religioso Canosa assuma notevole rilevanza in quanto sede della maggiore diocesi della regione, ruolo questo particolarmente evidente durante il lungo episcopato di Sabino, che copre l'intera prima metà del VI secolo (514-566). Il Dipartimento di studi classici e cristiani dell'Università degli studi di Bari e l'Università degli studi di Foggia, d'intesa con la Soprintendenza Archeologica della Puglia nella persona dell'ispettrice dott.ssa Marisa Corrente, hanno avviato indagini archeologiche in località Colle San Pietro, tradizionalmente indicata come il luogo dell'antica cattedrale canosina, che hanno permesso di verificare tale tradizione e di evidenziare, inoltre, dopo il Battistero di s. Giovanni e il tempio di S. Leucio, un nuovo importante elemento della Canosa tardoantica.
Le indagini hanno avuto inizio nel settembre del 2001. In via preliminare, all'avvio dello scavo era stata effettuata una prospezione geomagnetica, i cui esiti hanno guidato la scelta delle zone da sottoporre a scavo archeologico. Le ricerche hanno portato alla luce un articolato complesso di strutture che documentano la frequentazione del sito in età tardoantica e altomedievale.
Sono state indagate in parte le strutture pertinenti a una basilica a tre navate, separate da un colonnato, e preceduta da un nartece. L'edificio era pavimentato da un mosaico policromo, con le tessere disposte a formare un motivo geometrico. Nel nartece è stato individuato un ricco sepolcreto, le cui tombe sono risultate intatte, poiché coperte in antico dal crollo di uno dei muri perimetrali dell'edificio.
Lo spazio antistante era interessato da un ambiente interpretato come atrio. La parte centrale è risultata pavimentata con un mosaico a grandi tessere di forma quadrangolare disposte irregolarmente. Quest'area era divisa dallo spazio porticato attraverso un colonnato, di cui sono state individuate, per ora, due basi marmoree modanate e uno stilobate. Una delle funzioni primarie del portico fu senza dubbio quella sepolcrale.
Nell'ala porticata meridionale è stata messa in luce una serie di tombe, tutte conservate intatte, che hanno restituito significativi corredi sepolcrali. Al centro dell'atrio è stata individuata una struttura da interpretare come una fontana, collegata a un impianto idraulico che correva al di sotto dei pavimento dell'edificio ecclesiastico ed era collegato all'acquedotto cittadino, costruito nel II secolo.
Le indagini hanno permesso di ricostruire la vita del sito dalle fasi preesistenti la costruzione della basilica fino alle occupazioni più tarde, quando, verosimilmente nel medioevo, alcune capanne circolari furono sistemate proprio al di sopra dei piani pavimentali della chiesa e dell'atrio antistante.
In un'area limitrofa al complesso paleocristiano è stata individuata e parzialmente scavata una fornace, relativa a un impianto di produzione di materiale ceramico e laterizio. La struttura contribuisce ad arricchire i dati acquisiti sul quartiere episcopale, che si può ritenere uno dei più importanti dell'Italia meridionale, e -senza dubbio- il solo ad essere stato indagato in maniera estensiva e sistematica.

Gli esiti scientifici delle campagne di scavo sono stati pubblicati a cura dei responsabili dell'équipe nella riviste Vetera Christianorum, 2002 e Archeologia medievale, 2003. A partire dal 2004 gli scavi archeologici interesseranno anche il comprensorio suburbano della città di Canosa in località 'Ponte della Lama'. La necropoli tardoantica individuata a nord-est dell'abitato (a circa 1 km), sul costone che fiancheggia la strada statale Canosa-Barletta, nell'area denominata Ponte della Lama, rappresenta un vasto complesso funerario, solo in parte indagato, che comprende sepolture a cielo aperto e insediamenti ipogei (catacombe).


Informazioni presso il Dipartimento di studi classici e cristiani (Strada Torretta - Borgo antico), dott. Donatella Nuzzo, Paola De Santis, Anita Rocco e Giacomo Disantarosa, al numero telefonico 080-5717904 e agli indirizzi e-mail d.nuzzo@dscc.uniba.it - p.desantis@dscc.uniba.it.
Tratto da Principi Imperatori e Vescovi 2000 anni di storia a Canosa.
«Chi non ha sentito parlare degli ipogei di Canosa? Chi, appena arrivato, non si appresta a dirigersi verso la celebre necropoli? Ahimè è ormai impossibile percorrere questo tragitto senza provare tristezza e pena. Il terreno è stato dappertutto rivoltato, macinato, con febbrile accanimento, con un incredibile desiderio di guadagno. Non ci si è accontentati di portar via gli oggetti trasportabili, sono state mutilate mura, infrante colonne, è stato distrutto di proposito tutto ciò che poteva avere un qualche interesse. Andando avanti di questo passo, tutte le questioni risolte della nostra epoca potranno di nuovo essere messe in discussione dai nostri discendenti: scomparse le prove, perche le nostre asserzioni dovrebbero avere ai loro occhi un qualche valore?»

Le impressioni di Leon Palustre de Montifaut, l'archeologo francese che visita la Puglia e si ferma a Canosa nel marzo del 1867 non restano isolate: esse sono condivise, con espressioni più o meno dolenti,dai viaggiatori che nel corso dell'Ottocento toccano, durante il «tour» in Magna Grecia, la nostra regione e si trovano di fronte al paesaggio di una città già grande, ma ora «un ammasso di brutte case e di brutte strade». L 'immagine del passato riemergeva, come è evidente nelle incisioni del Deprez nel Voyage Pittoresque dell'abate di Saint-Non (Paris 1783), dai monumenti medievali, la cattedrale e il mausoleo di Boemondo, dall'arco e dai mausolei romani sulla via Traiana, dagli imponenti ruderi senza nome sparsi lungo il tracciato di antiche strade, segni sconnessi di una storia millenaria. Probabilmente l'insistenza con cui il giudizio negativo sulla città moderna ritorna nelle pagine dei visitatori costituisce in qualche misura un luogo comune riprodotto talora per suggestione altrui più che per esperienza diretta. Purtroppo però ancora oggi il rapporto che la città ha con le sue memorie, quelle dissepolte e quelle del patrimonio ricchissimo del suo sottosuolo, non suggerisce un'impressione diversa.

L'edilizia disordinata e in taluni casi selvaggia ha stravolto il senso dell'antico, relegando i monumenti, testimonianze scomode, negli scantinati delle case, o stringendoli d'assedio, privandoli dello spazio per il quale erano stati concepiti, o intercettando e distruggendo per la pianificazione industriale, per le trasformazioni agricole e per la nuova viabilità, le antiche necropoli e i frammenti dell'abitato superstite. Uno strano rapporto questo dei canosini con la loro città: essi sembrano infatti fieri della sua storia, ma trascurano o rifiutano gli strumenti idonei per conservare e valorizzare lo straordinario patrimonio di cui sono depositari e che, proprio per mancanza di un programma unitario di indagine, è recuperato da sempre in maniera frammentaria. Alle lacune topografiche e cronologiche dovute alla casualità dei rinvenimenti si aggiunge la dispersione, nei musei e nelle collezioni private di tutto il mondo, di oggetti rinvenuti sia nel corso dell'Ottocento che più di recente, attraverso le ignobili rapine degli scavatori clandestini....


Testo della Dott.ssa Raffaella Cassano Scritta nel 1992 a prefazione del Catalogo
"Principi Imperatori e Vescovi 2000 anni di Storia a Canosa". Edizioni Marsilio Venezia.

Traduzione: Italiano » Inglese
Area Turismo Il Lapidarium
Il Lapidarium
La raccolta lapidaria della Villa Comunale nasce intorno agIi anni '50. Mons. Francesco Nicolai. Mons. Francesco Nicolai. IL PREVOSTO DEL ‘600 CHE SALVO’ LA CATTEDRALE SAN SABINO La Prima Cattedrale di Puglia. La Prima Cattedrale di Puglia. Chiesa dedicata a Santa Maria collocata accanto al Battistero di San Giovanni. Martnas c-l Laganedd ricc Martnas c-l Laganedd ricc Purea di fave con pappardella riccia Il centro di Canusium, sede del corrector Apuliae et Calabriae, è certamente in età tardoantica il più importante della Puglia, sul piano politico-istituzionale e sul piano economico. È naturale che anche sul piano religioso Canosa assuma notevole rilevanza in quanto sede della maggiore diocesi della regione, ruolo questo particolarmente evidente durante il lungo episcopato di Sabino, che copre l'intera prima metà del VI secolo (514-566). Il Dipartimento di studi classici e cristiani dell'Università degli studi di Bari e l'Università degli studi di Foggia, d'intesa con la Soprintendenza Archeologica della Puglia nella persona dell'ispettrice dott.ssa Marisa Corrente, hanno avviato indagini archeologiche in località Colle San Pietro, tradizionalmente indicata come il luogo dell'antica cattedrale canosina, che hanno permesso di verificare tale tradizione e di evidenziare, inoltre, dopo il Battistero di s. Giovanni e il tempio di S. Leucio, un nuovo importante elemento della Canosa tardoantica. Le indagini hanno avuto inizio nel settembre del 2001. In via preliminare, all'avvio dello scavo era stata effettuata una prospezione geomagnetica, i cui esiti hanno guidato la scelta delle zone da sottoporre a scavo archeologico. Le ricerche hanno portato alla luce un articolato complesso di strutture che documentano la frequentazione del sito in età tardoantica e altomedievale. Sono state indagate in parte le strutture pertinenti a una basilica a tre navate, separate da un colonnato, e preceduta da un nartece. L'edificio era pavimentato da un mosaico policromo, con le tessere disposte a formare un motivo geometrico. Nel nartece è stato individuato un ricco sepolcreto, le cui tombe sono risultate intatte, poiché coperte in antico dal crollo di uno dei muri perimetrali dell'edificio. Lo spazio antistante era interessato da un ambiente interpretato come atrio. La parte centrale è risultata pavimentata con un mosaico a grandi tessere di forma quadrangolare disposte irregolarmente. Quest'area era divisa dallo spazio porticato attraverso un colonnato, di cui sono state individuate, per ora, due basi marmoree modanate e uno stilobate. Una delle funzioni primarie del portico fu senza dubbio quella sepolcrale. Nell'ala porticata meridionale è stata messa in luce una serie di tombe, tutte conservate intatte, che hanno restituito significativi corredi sepolcrali. Al centro dell'atrio è stata individuata una struttura da interpretare come una fontana, collegata a un impianto idraulico che correva al di sotto dei pavimento dell'edificio ecclesiastico ed era collegato all'acquedotto cittadino, costruito nel II secolo. Le indagini hanno permesso di ricostruire la vita del sito dalle fasi preesistenti la costruzione della basilica fino alle occupazioni più tarde, quando, verosimilmente nel medioevo, alcune capanne circolari furono sistemate proprio al di sopra dei piani pavimentali della chiesa e dell'atrio antistante. In un'area limitrofa al complesso paleocristiano è stata individuata e parzialmente scavata una fornace, relativa a un impianto di produzione di materiale ceramico e laterizio. La struttura contribuisce ad arricchire i dati acquisiti sul quartiere episcopale, che si può ritenere uno dei più importanti dell'Italia meridionale, e -senza dubbio- il solo ad essere stato indagato in maniera estensiva e sistematica. Gli esiti scientifici delle campagne di scavo sono stati pubblicati a cura dei responsabili dell'équipe nella riviste Vetera Christianorum, 2002 e Archeologia medievale, 2003. A partire dal 2004 gli scavi archeologici interesseranno anche il comprensorio suburbano della città di Canosa in località 'Ponte della Lama'. La necropoli tardoantica individuata a nord-est dell'abitato (a circa 1 km), sul costone che fiancheggia la strada statale Canosa-Barletta, nell'area denominata Ponte della Lama, rappresenta un vasto complesso funerario, solo in parte indagato, che comprende sepolture a cielo aperto e insediamenti ipogei (catacombe). Informazioni presso il Dipartimento di studi classici e cristiani (Strada Torretta - Borgo antico), dott. Donatella Nuzzo, Paola De Santis, Anita Rocco e Giacomo Disantarosa, al numero telefonico 080-5717904 e agli indirizzi e-mail d.nuzzo@dscc.uniba.it - p.desantis@dscc.uniba.it. Tratto da Principi Imperatori e Vescovi 2000 anni di storia a Canosa. «Chi non ha sentito parlare degli ipogei di Canosa? Chi, appena arrivato, non si appresta a dirigersi verso la celebre necropoli? Ahimè è ormai impossibile percorrere questo tragitto senza provare tristezza e pena. Il terreno è stato dappertutto rivoltato, macinato, con febbrile accanimento, con un incredibile desiderio di guadagno. Non ci si è accontentati di portar via gli oggetti trasportabili, sono state mutilate mura, infrante colonne, è stato distrutto di proposito tutto ciò che poteva avere un qualche interesse. Andando avanti di questo passo, tutte le questioni risolte della nostra epoca potranno di nuovo essere messe in discussione dai nostri discendenti: scomparse le prove, perche le nostre asserzioni dovrebbero avere ai loro occhi un qualche valore?» Le impressioni di Leon Palustre de Montifaut, l'archeologo francese che visita la Puglia e si ferma a Canosa nel marzo del 1867 non restano isolate: esse sono condivise, con espressioni più o meno dolenti,dai viaggiatori che nel corso dell'Ottocento toccano, durante il «tour» in Magna Grecia, la nostra regione e si trovano di fronte al paesaggio di una città già grande, ma ora «un ammasso di brutte case e di brutte strade». L 'immagine del passato riemergeva, come è evidente nelle incisioni del Deprez nel Voyage Pittoresque dell'abate di Saint-Non (Paris 1783), dai monumenti medievali, la cattedrale e il mausoleo di Boemondo, dall'arco e dai mausolei romani sulla via Traiana, dagli imponenti ruderi senza nome sparsi lungo il tracciato di antiche strade, segni sconnessi di una storia millenaria. Probabilmente l'insistenza con cui il giudizio negativo sulla città moderna ritorna nelle pagine dei visitatori costituisce in qualche misura un luogo comune riprodotto talora per suggestione altrui più che per esperienza diretta. Purtroppo però ancora oggi il rapporto che la città ha con le sue memorie, quelle dissepolte e quelle del patrimonio ricchissimo del suo sottosuolo, non suggerisce un'impressione diversa. L'edilizia disordinata e in taluni casi selvaggia ha stravolto il senso dell'antico, relegando i monumenti, testimonianze scomode, negli scantinati delle case, o stringendoli d'assedio, privandoli dello spazio per il quale erano stati concepiti, o intercettando e distruggendo per la pianificazione industriale, per le trasformazioni agricole e per la nuova viabilità, le antiche necropoli e i frammenti dell'abitato superstite. Uno strano rapporto questo dei canosini con la loro città: essi sembrano infatti fieri della sua storia, ma trascurano o rifiutano gli strumenti idonei per conservare e valorizzare lo straordinario patrimonio di cui sono depositari e che, proprio per mancanza di un programma unitario di indagine, è recuperato da sempre in maniera frammentaria. Alle lacune topografiche e cronologiche dovute alla casualità dei rinvenimenti si aggiunge la dispersione, nei musei e nelle collezioni private di tutto il mondo, di oggetti rinvenuti sia nel corso dell'Ottocento che più di recente, attraverso le ignobili rapine degli scavatori clandestini.... Testo della Dott.ssa Raffaella Cassano Scritta nel 1992 a prefazione del Catalogo "Principi Imperatori e Vescovi 2000 anni di Storia a Canosa". Edizioni Marsilio Venezia.
Area Tourism




The Lapidarium The Lapidarium
The collection of lapidary Villa Comunale born around AGII'50s.

Msgr. Francis Nicolai. Msgr. Francis Nicolai.
Prévost OF THE SUBJECT TO'600 'LA CATHEDRAL SAN SABINO

The First Cathedral of Puglia. The First Cathedral of Puglia.
Church dedicated to Santa Maria placed next to the Baptistery of San Giovanni.

Martnas cl Laganedd Ricc Martnas cl Laganedd Ricc
Puree of fava beans with pappardelle riccia



The center of Canusium, site of the corrector Apuliae et Calabriae, age is certainly the most important Late of Puglia, on the political-institutional and economic terms. It is natural that the religious Canosa plan assumes major importance because of increased home diocese in the region, this role particularly evident during the long episcopate of Sabino, which covers the entire first half of the sixth century (514-566). The Department of Classical Studies and Christians of the University of Bari and the University of Foggia, in agreement with the Archaeological Superintendence of Puglia in the person dell'ispettrice Dr. Marisa current, began archaeological investigations at Colle San Pietro, traditionally identified as the place of canosina cathedral, which made it possible to verify this tradition and to highlight, also after the Baptistery of St. John and the Temple of S. Leucio, an important new element of Late Canosa.
The investigation began in September 2001. At the outset, when the excavation was made a geomagnetic exploration, whose results have guided the selection of areas to be subjected to archaeological excavation. Research has brought to light an articulated set of structures that document the attendance of the site in Late and early age.
Were investigated in the structures relevant to a basilica with three naves, separated by a colonnade, and preceded by a narthex. The building was paved by a polychrome mosaic with tiles arranged to form a geometric reason. In the narthex was identified a rich cemetery, whose graves were found intact, as covered in the antico collapse of one of the walls of the building.
The space in front was affected by an environment interpreted as atrium. The middle part was paved with a mosaic to large pieces of a quadrangular arranged irregularly. This area was divided from space through a columned portico, which have been identified, for now, two bases and a marble Modano stilobate. One of the primary functions of the porch was without doubt the burial.
In the southern porticos was brought to light a number of tombs, all preserved intact, that returned significant corredi sepulchral. At the center dell'atrio was identified a structure interpreted as a fountain, connected to a hydraulic system that ran below the floor of the Church and was connected all'acquedotto citizen, built in the second century.
The surveys have helped to rebuild the site from the existing construction phases of the basilica until occupations later, when, probably in the Middle Ages, some circular huts were arranged just above the floor plans of the church and dell'atrio front.
In an area adjacent to the complex early Christian has been identified and partially excavated a furnace on a production of ceramic material and gravel. The structure helps to enrich the data obtained in the district of Bishops, which can be regarded as one of the most important of southern Italy, and without doubt-the only suspect to have been so extensive and systematic.

The results of scientific excavation campaigns have been published by the magazine in dell'équipe responsible vetera Christianorum, 2002 and Medieval Archeology, 2003. From 2004 the excavations will affect the suburban area of the city of Canosa at 'Bridge Lama'. Late identified the necropolis north-eastern town (about 1 km), the ridge that flanks the highway Canosa-Barletta, called the Bridge Lama, is a vast funerary complex, only partially investigated, including burials in the open air and settlements hypogea (Catacombs).


Information from the Department of Classical Studies and Christian (Strada Torretta - Old Town), Dr. Donatella Nuzzo, Paola De Santis, Anita and James Rocco Disantarosa, phone number 080-5717904 and e-mail d.nuzzo @ dscc.uniba.it - p.desantis @ dscc.uniba.it.
Principles drawn from Emperors and Bishops 2000 years of history in Canosa.
"Who has not heard of the hypogea of Canosa? Who, just come, not preparing to head for the famous necropolis? Alas it is now impossible to travel this journey without feeling sadness and pain. The ground was everywhere turned, ground, with feverish fury, with an incredible desire to gain. There was satisfied to take away transportable items were mutilated walls, broken columns, was deliberately destroyed everything that could have some interest. Going forward this step, all the issues resolved in our era will again be called into question by our descendants: the evidence disappeared, because our claims should have their eyes some value?

The impressions of Palustre de Leon Montifaut, the French archaeologist visiting the Puglia and stops at Canosa in March 1867 not remain isolated: they are shared, with expressions more or less painful, by travelers during the touch, during the 'tour' in Magna Grecia, our region and face to the landscape of a city already great, but now "a bad case of storage and bad roads. L 'image of the past re-emerge, as is evident in recordings of Deprez in pittoresque dell'Abate Voyage of Saint-Non (Paris 1783), by medieval monuments, the cathedral and the mausoleum of Bohemond, by Arch and the Roman mausoleums on the road Trajan, from the imposing ruins unnamed scattered along the route of ancient streets, signs of an uneven history. Probably the insistence with which the negative view on the modern city returns in the pages of visitors is somewhat a cliché sometimes played suggestion for others rather than for direct experience. Unfortunately, today the ratio that the city has with its memories, and dissepolte than those of the rich heritage of its subsoil, does not suggest a change.

The housing sprawl and in some cases wild has a sense of the upset, relegating the monuments, witnesses uncomfortable in the basements of houses, or strings of siege, depriving them of space for which they were conceived, or for intercepting and destroying industrial planning, for processing agricultural and for new roads, the ancient necropolis and surviving fragments town. One of this strange relationship canosini with their city: they appear to be proud of its history, but neglect or refuse tools to preserve and enhance the extraordinary heritage of which they are entrusted and that, for lack of a unified investigation, has always been recovered so fragmented. The weaknesses and topographical changes due to the randomness of the finds is added to the dispersion, in museums and private collections around the world, both objects found during the most recently, through outrageous robbery of illegal digger ... .


Text of Dr. Raffaella Cassano Written in 1992 foreword to the catalog
"Emperors and Princes Bishops 2000 years of history in Canosa." Marsilio Venice editions.
 
 
 

Info su

Note

Articoli e Pubblicazioni

Nel sito www.equilibrarte.org in Archeologia – Eventi è stato pubblicato il seguente articolo

 

Archeologia

it Canosa di Puglia (Ba)

via Traiana

e-mail: dambra.r@libero.it

pugliacanosadipuglia.ning.com…

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www.canosaweb.it

Info locali, mercatino, recenzioni, spazio pubblicità, news...etc.
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Creata da Raffaella 6 Nov 2008 at 14:26. Aggiornata l'ultima volta da Raffaella 6 Nov 2008.

Santo Patrono S. Sabino Vescovo

San Sabino di Canosa Vescovo
9 febbraio
È un vescovo vissuto tra la fine del V secolo e la metà del VI, di lui prima dell'episcopato non si sa praticamente nulla; sembra che sia succeduto come vescovo di Canosa di Puglia a Memore nel 514. Dal Papa Agapito fu inviato come capo di una commissione di vescovi, nel 535 a Costantinopoli per constatare l'eresia monofisita del patriarca Antimo, la sua rimozione e la sostituzione con il nuovo patriarca Mena, che convocò un sinodo nel 536. San Gregorio Magno racconta che Sabino era solito visitare san Benedetto a Montecassino. In una di queste visite gli disse, che era preoccupato per l'ingresso di Totila re degli Ostrogoti in Roma (dicembre 546) ricevendo come risposta che Roma si sarebbe disfatta da sé per altre vie. E Totila in una delle sue incursioni, arrivò a Canosa e invitato a mensa dal santo vescovo, ormai vecchio e cieco, volle provarne lo spirito profetico, offrendogli lui stesso del vino al posto del servo. Sabino chiamandolo per nome lo ringraziò. (Avvenire)
Patronato: Canosa, Bari, Torremaggiore
Etimologia: Sabino = nativo della Sabina
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Canosa in Puglia, san Sabino, vescovo, che fu amico di san Benedetto e venne inviato a Costantinopoli come legato della sede Romana per difendere la retta fede dall’eresia monofisita.
Si tratta di un vescovo vissuto tra la fine del secolo V e la metà del VI, di lui prima dell’episcopato non si sa praticamente nulla; sembra che sia succeduto come vescovo di Canosa di Puglia a Memore nel 514.
Lo si ritrova con altri vescovi nel 531, accanto a Bonifacio II nel Sinodo romano di quell’anno; oltre ad essere un campione di virtù, doveva essere molto saggio e uomo di dottrina, visto la missione di grande importanza che gli aveva affidato il papa Agapito.
S. Sabino fu inviato come capo di una commissione di vescovi, nel 535 a Costantinopoli, su invito dell’imperatore Giustiniano, per constatare, dibattere e condannare l’eresia monofisita del patriarca Antimo, la sua rimozione e la sostituzione con il nuovo patriarca Mena.
Papa Agapito che era giunto personalmente per evitare conflitti, morì sul luogo il 22 aprile 536; toccò a Sabino e agli altri vescovi continuare nell’opera, affiancando il patriarca Mena nel sinodo da lui indetto nel 536, da cui scaturì la condanna definitiva di Antimo, Severo, Zoara e dei loro discepoli monofisiti.
S. Gregorio Magno racconta che Sabino era solito visitare s. Benedetto a Montecassino, a cui portava sincera amicizia, in una di queste visite disse a s. Benedetto che era preoccupato per l’ingresso di Totila re degli Ostrogoti in Roma (dicembre 546) ricevendo come risposta che Roma si sarebbe disfatta da sé per altre vie. E fu con Totila che si verificò l’episodio in cui il re barbaro in giro nel Meridione, in una delle sue incursioni, arrivò a Canosa e invitato a mensa dal santo vescovo, ormai vecchio e cieco, volle provarne lo spirito profetico, offrendogli lui stesso del vino al posto del servo, Sabino chiamandolo per nome lo ringraziò.
Anche un ambizioso arcidiacono, gli preparò una bevanda avvelenata, ma il vescovo lo scoprì e disse al servo che gli porgeva la coppa: “Io berrò il veleno, ma egli non sarà vescovo”; Sabino rimase incolume e l’altro proprio allora si accasciò morto.
Dopo circa 52 anni di episcopato, il santo vescovo morì il 9 febbraio del 566. La città di Canosa di Puglia lo venera come suo patrono, ma anche Bari gli tributa grande culto, venerandolo come compatrono insieme a s. Nicola. Bari ereditò dall’XI secolo la sede episcopale, fino allora dipendente da Canosa.
Autore: Antonio Borrelli
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-Settimana Santa in Puglia - i Giorni del Sacro-

igiornidelsacro.it
è un Sito Internet dedicato alle tradizioni della Settimana Santa in Puglia.

Durante la Settimana Santa la mestizia, il desiderio di perdono, l’aria nei centri storici di alcune città e paesi della Puglia sono densi come una crema.
Anche le statue dell’Addolorata con coltelli al cuore si da farlo sembrare un riccio, oppure del Cristo Flagellato, deriso che vengono portate a spalle, e dondolano, fuori dalle chiese pregne di lutto e di incenso grondano per la morte in croce di Gesu’.

I riti della Passio Christi, proprio per la loro drammaticità vanno ben oltre la spinta … sacrosanta della religiosità, ma diventano coinvolgimento di interi quartieri e paesi per una rappresentazione del dramma della vita e delle liberazione delle ingiustizie terrene, quando finalmente Cristo Risorge. La Domenica di Pasqua si fa festa, le campane annunciano la vita oltre la vita.

Di eventi simili si vuole essere tutti protagonisti e chi, materialmente si umilia con una catena ai piedi, volto celato dal cappuccio percorre le strade, chi porta la croce, chi la statua di Cristo Morto, o si veste dal quel soldato romano che trafigge il Sacro Costato. Il soggetto principale è il pubblico che con il mormorio, con la preghiera, con i baci lanciati ai Misteri, le lacrime, le contrizioni e le promesse di mai piu’ peccare, completano le scene della Settimana Santa.
Una Settimana Santa i cui registi, quinte e scenari virtuali sono la tradizione, la religiosità, il tempo, la superstizione, il dolore, espressi sempre dai devoti come con l’abilità di attori consumati.
Il Sito IGIORNIDELSACRO.IT nasce per grazie allo Storico e Appassionato il Dott. Francesco Di Palo di Ruvo di Puglia e il Sig. Orazio Lovino di Canosa di Puglia che ha realizzato questo Sito Internet , in questo nuovo mondo di nuove tecnologie , la settimana santa tramite questi canali varca in tutta Italia e nel Mondo le nostre tradizioni e la nostra religiosità popolare.

Il Sito IGIORNIDELSACRO.IT vuole essere un invito al ricordo , perchè i piu’ anziani ricordino ai piu’ giovani perchè meglio comprendano origini e valore delle nostre tradizioni. Vorremo invitare tutti gli amici che vivono nella nostra Puglia la Settimana Santa, e vorrebbero mandare dell'E-Mail con foto possiamo inserirle nel nostro sito, inseriremo le vostro foto che ci invierete.

O.Lovino

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